Mercoledì 28 ottobre alle 12
è atteso il via libera del Consiglio dei ministri al testo della manovra 2027, che vale 23,5 miliardi di euro. Secondo QuiFinanza, però, il vertice di maggioranza di lunedì 26 ottobre ha lasciato aperte molte scelte. Le risorse sono limitate e ogni partito della coalizione spinge la propria bandiera.Il quadro è prudente. La trattativa con Bruxelles non è chiusa: riguarda la flessibilità concessa per i costi dell’energia, e un parere negativo della Commissione europea pesa su almeno una delle proposte.
Giovani e lavoro. Tra le ipotesi c’è un’aliquota unica del 5% per i lavoratori sotto i 30-35 anni che guadagnano al massimo 20-30.000 euro, pensata per rendere gli stipendi italiani più competitivi e frenare le uscite verso l’estero. Per le imprese che assumono si valutano super deduzioni, tra il 130 e il 140% sui giovani e fino al 180% sulle giovani madri. Allo studio c’è anche un’imposta al 5% sugli aumenti dei rinnovi contrattuali, mentre le maggiorazioni per lavoro notturno e festivo sarebbero tassate al 15%.
Irpef e partite IVA. Forza Italia chiede di allargare l’aliquota del 33% fino ai 55.000 euro di reddito, con un costo stimato in circa 1,2 miliardi. Più in salita la proposta di portare a 100.000 euro, dagli 85.000 attuali, il limite di ricavi per la flat tax delle partite IVA: su questa pesa il parere della Commissione europea.
Famiglie e anziani. Si punta a congedi parentali più forti, a un bonus per i nuovi nati e a un bonus mamme, soprattutto dal terzo figlio in su. Un’altra ipotesi proroga il sostegno alle scuole paritarie, fino a 1.500 euro per studente. Sempre Forza Italia propone una carta da 300-500 euro per le cure di chi ha più di 75 anni, con una soglia Isee oppure rimborsi in cashback.
Sanità e pensioni. Nel capitolo sanità il Fondo sanitario nazionale riceverebbe più risorse, e si studia un tetto più alto per la spesa in dispositivi medici, così da alleggerire il payback a carico delle imprese. La Lega rilancia l’uscita a 64 anni, con l’assegno ricalcolato col metodo contributivo. Resta sul tavolo anche l’adeguamento degli assegni all’inflazione, ma il costo è alto.
Energia e casa. Per le aziende si rafforzerebbe l’iperammortamento, e si valutano sconti sull’energia per i nuovi impianti rinnovabili. Sulla casa le detrazioni resterebbero forse ferme al 50%, e l’ecobonus potrebbe arrivare al 65%.
Nessuna di queste voci è definitiva, e QuiFinanza stessa le divide tra certezze e ipotesi. Il costo complessivo delle richieste non è stato indicato: solo per l’Irpef al 33% si parla di 1,2 miliardi, una cifra che in una manovra da 23,5 miliardi pesa già in modo visibile.
Per chi è under 35, ha una partita IVA o aspetta una pensione, il dato da guardare è il testo che uscirà dal Consiglio dei ministri: lì si capirà quali ipotesi hanno trovato i fondi.
Secondo QuiFinanza, articolo di Giorgia Bonamoneta pubblicato martedì 27 ottobre 2026.