Palazzo Chigi ha dato mercoledì 28 ottobre un primo sì alla Legge di Bilancio 2027, da 23,5 miliardi di euro. Sarà l’ultima manovra prima del voto politico. Money.it segnala che il PDF non circola e che parecchie misure, discusse da settimane, aspettano ancora i dettagli o rimandano a norme successive.
I paletti li ha messi a ottobre il Dpfp, il documento programmatico sui conti pubblici. Per energia e difesa c’è una clausola nazionale di salvaguardia da 14,4 miliardi. Per fisco e pensioni non c’è deficit extra: ogni intervento si paga con risparmi o nuove entrate. Quella spesa aggiuntiva porterebbe nel 2027 l’indebitamento netto al 3,4% rispetto al Pil; senza, resterebbe al 2,8%.
Il grosso dei fondi dovrebbe arrivare dal settore finanziario, con circa 5 miliardi. Il resto viene da risparmi dei ministeri, dal Pnrr, da giochi e tabacchi. Antonio Tajani, vicepremier, garantisce che il conto non toccherà soltanto banche e assicurazioni. Gli istituti, però, non vogliono nuovi esborsi dopo l’intesa triennale da 10 miliardi firmata l’anno scorso.
L’Irpef è il dossier più atteso e ancora aperto. Oggi l’aliquota del 33% si applica ai redditi da 28.000 a 50.000 euro; oltre scatta il 43%. Si ragiona di portare il tetto del 33% a 55.000 euro. Ufficialmente non c’è conferma. Tajani si dice ottimista, mentre Marco Osnato, che guida la commissione Finanze della Camera, la definisce abbastanza consolidata.
Il vantaggio riguarderebbe soltanto la parte di imponibile compresa fra 50.000 e 55.000 euro, con dieci punti di aliquota in meno. Con 52.000 euro di reddito il risparmio annuo sarebbe di 200 euro. Da 55.000 euro in su arriva a 500 euro. Chi sta sotto i 50.000 euro non vede differenze.
Per le partite Iva, il ministro dell’Economia Giancarlo Alla domanda sull’alzare, Giorgetti ha detto «tendenzialmente sì»: da 85.000 a 100.000 euro il tetto di ricavi del forfettario. Manca però l’ok di Bruxelles: la soglia attuale segue il limite europeo per l’esenzione Iva. Poi c’è il tetto per chi ha anche uno stipendio o una pensione: ora 35.000 euro, ma senza proroga dal 2027 si scende a 30.000.
In busta paga, il governo valuta di confermare il 5% sugli aumenti contrattuali e il 15% per turni notturni e festivi, estendendo quest’ultimo al salario accessorio degli statali. I tetti di reddito non sono noti. Per gli under 30 Giorgetti ha annunciato un intervento fiscale. Si studia invece, al 5%, una flat tax per chi è assunto da poco e ha meno di 35 anni. Sulla tredicesima si parla di meno tasse per chi guadagna poco, con un’aliquota del 10% oppure del 15% e un limite di reddito da fissare.
Sulla casa, i bonus per le ristrutturazioni dipendono dal negoziato con l’Unione europea sulla clausola energia. Se nessuno li proroga, nel 2027 la detrazione sulla prima casa passa dal 50% al 36%. Per un cantiere da 20.000 euro significa recuperare 7.200 euro anziché 10.000.
Dopo la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato, il testo andrà alle Camere. Segnati due appuntamenti: l’Ecofin del 9 novembre, che esamina la richiesta italiana sulla clausola, e il giudizio di Bruxelles sulla manovra, atteso il 24 novembre. Il Parlamento ha tempo fino al 31 dicembre per approvare la legge, così le novità scattano a gennaio.
Secondo Money.it, che ha pubblicato la guida alla manovra mercoledì 28 ottobre 2026 dopo il via libera del Consiglio dei ministri.