Sul tavolo del Governo ci sono tre ipotesi: affitti lunghi tassati con la cedolare al 5%, aliquota Irpef del 33% estesa fino a 60.000 euro lordi e nuove flat tax per giovani e partite IVA. Sono ipotesi, non misure approvate: secondo QuiFinanza, la Manovra per il 2027 resta legata al confronto con l’Unione europea.

Lo ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. La versione definitiva potrà essere scritta solo quando si chiuderanno le procedure europee sulla clausola di salvaguardia e sulle richieste di flessibilità. Pesa anche la procedura d’infrazione per il deficit, da cui l’Italia non è uscita: il disavanzo è rimasto sopra il 3% per appena un decimale.

Sul fronte casa, la proposta punta sugli affitti lunghi e sul canone concordato. Oggi la cedolare secca ordinaria si paga al 21%, e il tasso cala al 10% nei contratti concordati, se rispettano i requisiti di legge. Scendere al 5% darebbe un sollievo soprattutto nei comuni dove l’emergenza abitativa è più forte. QuiFinanza segnala un vantaggio anche per i proprietari: chi sceglie il canone concordato ottiene sconti su Irpef e imposte.

Per i giovani, Giorgetti parla da tempo di un’imposta piatta del 5% applicata agli aumenti di stipendio di chi ha un contratto da dipendente ed è under 35. Costerebbe circa 350 milioni di euro. Il ministro ha chiesto che i datori di lavoro facciano la loro parte. Lo stesso schema dovrebbe valere per i rinnovi contrattuali, per i premi di produttività e per il lavoro di notte e nei festivi.

Le partite IVA hanno un dossier a parte. La soglia della flat tax è già passata da 65.000 a 85.000 euro, mentre l’obiettivo del Governo sarebbe arrivare a 100.000. Servirebbe però un tavolo con l’Ue, perché andrebbe ritoccata anche la normativa sull’IVA. A spingere con più forza è la Lega.

Il capitolo Irpef parla al ceto medio. L’ipotesi è portare a 60.000 euro lordi l’anno il tetto dell’aliquota del 33%, oggi fermo a 50.000. Costerebbe circa 2,6 miliardi. Con l’ultimo intervento il prelievo era sceso di due punti, da 35% a 33%, per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro.

C’è poi il bollo auto. La premier Giorgia Meloni ha cantato “Bollo ciao!” alla kermesse Fenix 2026. Nell’anno in corso l’imposta non si paga più su moto e auto di piccola cilindrata, per un costo di 2,3 miliardi coperto con fondi Pnrr. QuiFinanza precisa però che la misura riguarda solo il 2027.

Tutto questo si muove dentro un quadro di spesa già fissato. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 2 ottobre uno scostamento di bilancio da 28,8 miliardi per spese su energia e difesa, previsto dalla clausola di salvaguardia. Il nuovo voto del Parlamento sull’extradeficit era atteso per martedì 13 ottobre. Per il biennio 2027-2028 sono previsti 7,2 miliardi l’anno per l’energia e la stessa cifra per difesa e sicurezza.

Nessuna di queste misure ha una copertura confermata. Chi affitta a canone concordato, chi ha meno di 35 anni o una partita IVA vicina agli 85.000 euro farebbe bene a seguire le prossime settimane: finché Bruxelles non si pronuncia, le aliquote restano quelle in vigore.

Secondo QuiFinanza, articolo di Mauro Di Gregorio pubblicato martedì 13 ottobre 2026.