Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di bilancio, che Parlamento italiano e Commissione europea hanno ricevuto tra la sera di mercoledì 14 ottobre e la mattina di giovedì 15. Il valore della Manovra 2027 è di 23,5 miliardi di euro. Secondo QuiFinanza, le priorità sono le famiglie, con interventi di welfare, e le imprese in difficoltà per il caro energia.
Il testo anticipa soltanto una parte della legge di Bilancio che verrà. Va letto come una bozza e una dichiarazione di intenti: le coperture devono ancora reggere alla verifica. Ogni misura qui sotto è quindi un’ipotesi e non una norma già decisa.
Per finanziare il piano, il governo guarda al settore bancario, da cui dovrebbero arrivare circa 5 miliardi. Un contributo è atteso anche dalle assicurazioni, dal comparto dei giochi e da un’ulteriore stretta sulle spese dei ministeri.
Il passaggio più delicato è a Bruxelles. L’Italia chiede di far scattare la clausola nazionale di salvaguardia, che per il 2027 vale circa 14 miliardi: 7 per l’energia e 7 per la difesa. Se ne dovrebbe parlare all’Eurogruppo convocato il 9 novembre. Intanto Roma tratta con l’Unione europea per ottenere più flessibilità sui conti pubblici.
Sull’energia c’è un secondo negoziato, quello sul prezzo del gas, da cui in larga misura dipende anche la bolletta elettrica. Il gas è salito del 172% negli ultimi mesi per la crisi di Hormuz. Secondo indiscrezioni, l’intesa sarebbe a buon punto e porterebbe il prezzo tra i 55 e i 65 euro per MWh. Mancano gli ultimi dettagli tecnici.
Per gli immobili si discute di un Ecobonus più generoso, con detrazione al 65%. Per il 2026 le regole prevedono il 36%, che sale al 50% per i lavori sulla prima casa di chi ne è proprietario o gode di un diritto reale diverso dalla proprietà. Sono previsti anche contributi più alti per il fotovoltaico.
Il capitolo fiscale è quello che tocca più da vicino il portafoglio. Le ipotesi, tutte da confermare, sono queste:
- flat tax del 5% sugli aumenti di retribuzione, riservata ai dipendenti con età fino a 35 anni;
- un’altra flat tax su rinnovi contrattuali, premi di produttività, turni di notte e festivi;
- una terza flat tax, per chi ha la partita Iva, con tetto ipotizzato a 100.000 euro;
- cedolare secca ridotta al 5% (oggi è al 10%) sugli affitti di lunga durata con canone concordato;
- bollo auto: il taglio diventerebbe strutturale.
Sull’Irpef, l’aliquota del 33% varrebbe fino a 60.000 euro lordi l’anno. Oggi il limite è 50.000.
Sulle pensioni restano aperti due temi. Il primo è la rivalutazione degli assegni, per recuperare l’effetto dell’inflazione. Il secondo è la richiesta della Lega: lasciare il lavoro a 64 anni, ma calcolando l’assegno solo con il contributivo. QuiFinanza non riporta cifre su nessuno dei due.
C’è poi un altro fronte con Bruxelles, le Case green, dossier su cui l’Italia ha una procedura d’infrazione aperta.
Chi ha una partita Iva, un contratto in rinnovo o un affitto a canone concordato dovrà aspettare il testo della legge di Bilancio per sapere cosa cambia davvero. La prima data da segnare è il 9 novembre: quel giorno l’Eurogruppo dovrebbe affrontare la clausola di salvaguardia.
Secondo QuiFinanza, in un articolo di Mauro Di Gregorio pubblicato il 15 ottobre 2026.