Il differenziale tra Btp decennali italiani e Bund tedeschi ha aperto la seduta del 4 agosto a 79 punti base, un livello che non si vedeva da più di due settimane. Il rendimento del Btp è sceso al 3,93%, mentre quello del Bund tedesco è rimasto fermo al 3,14%. Per lo Stato italiano non è un dettaglio tecnico: è il costo aggiuntivo pagato sui nuovi titoli rispetto alla Germania, il debitore che i mercati considerano più sicuro nell’area euro. Più il differenziale si restringe, meno l’Italia paga per finanziarsi. Lo riporta QuiFinanza, che ha raccolto i dati di mercato all’apertura della seduta.
Bisogna risalire al 16 luglio per trovare l’ultima volta in cui il differenziale era su questi livelli. In quelle settimane la rottura della tregua in Medio Oriente aveva spinto gli investitori lontano dal debito italiano. I rendimenti dei Btp erano saliti sopra il 4%, un livello che non si vedeva da mesi. Da allora la tensione nell’area si è attenuata, con meno raid sulle infrastrutture energetiche iraniane, e il prezzo del petrolio è sceso di conseguenza. Il miglioramento resta comunque parziale. Un rendimento del 3,93% è ancora lontano dai livelli sotto il 2% che si osservavano quando i tassi della Bce erano vicini allo zero, prima del ciclo di rialzi partito nel 2022.
Sul differenziale pesano anche fattori interni, in aggiunta alla tregua in Medio Oriente. A giugno l’inflazione italiana ha rallentato per il secondo mese consecutivo, un’inversione di rotta che non si osserva nel resto del continente. I ricavi delle imprese manifatturiere sono saliti del 2,3% e il Pmi di luglio, l’indice che misura l’attività delle aziende, si è mantenuto sopra la soglia dei 50 punti che separa espansione e contrazione. Sono segnali circoscritti, ma vanno nella stessa direzione della lettura sul rischio Paese. Il differenziale, quindi, non racconta solo l’onda geopolitica: incorpora anche il giudizio dei mercati sui conti pubblici e sulla crescita italiana.
Il calo dello spread non riguarda solo Roma. In Spagna il rendimento dei Bonos si è fermato al 3,58%, spread di appena 44 punti sul Bund. Il differenziale francese è invece salito a 80 punti, un punto sopra quello italiano, con un rendimento del 3,94% sull’Oat decennale: la Francia paga ormai quasi quanto l’Italia per finanziarsi. Il quadro europeo conferma che il movimento riflette soprattutto il contesto internazionale, non solo le notizie interne all’Italia.
Il Tesoro tornerà sul mercato nella seconda metà del mese. Le prossime tappe sul mercato primario: aste di Bot il 12 e il 27 agosto, titoli a medio-lungo termine il 13 e il 28, Btp Short Term e Btp indicizzati all’inflazione il 26. Per chi valuta di investire in titoli di Stato italiani, un differenziale più basso significa in genere rendimenti in calo alle prossime aste. Chi vuole bloccare la cedola attuale ha una finestra di poche settimane prima che il mercato prezzi fino in fondo il miglioramento della fiducia. Per chi ha già Btp in un conto titoli o in un fondo pensione, il valore di mercato dei titoli in portafoglio sale quando lo spread scende, un beneficio che non richiede alcuna azione.
Dati e analisi ripresi da QuiFinanza, a firma di Matteo Runchi, pubblicati il 4 agosto 2026.