Il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi è sceso ancora nella seduta del 5 agosto 2026, fino a 77 punti base: il valore più basso da metà luglio. Secondo quanto riporta QuiFinanza, il rendimento del BTP decennale benchmark si è allontanato dal 3,90% di pochi giorni fa, fermandosi al 3,86%. Prima dell’ultimo aggravarsi della crisi in Medio Oriente, quel differenziale era rimasto per settimane vicino ai 75 punti base. Il livello odierno, a 77, è quasi tornato a quel riferimento.
Lo spread misura la differenza tra il rendimento chiesto dai mercati per prestare denaro all’Italia e quello chiesto alla Germania, il punto di riferimento più solido dell’Eurozona. Più è basso, meno caro diventa per lo Stato italiano finanziarsi sui mercati.
Dietro il calo c’è soprattutto un fattore internazionale, non i conti pubblici italiani. Teheran e Mascate stanno trattando un’intesa per allargare i passaggi nello Stretto di Hormuz, la rotta petrolifera più delicata del Golfo Persico, e Washington spinge per un’apertura completa del passaggio. Le prospettive di un accordo stanno già facendo scendere le quotazioni del petrolio, e lo stesso effetto calmante si scarica sul costo del debito pubblico in tutta l’Eurozona.
Il calo arriva a poche ore da un passaggio parlamentare delicato. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti riferirà alla Camera sulle clausole di salvaguardia, i meccanismi automatici che scattano quando i conti pubblici si allontanano dagli obiettivi di bilancio concordati. Un differenziale più basso allenta la pressione politica su quell’appuntamento, anche se il collegamento resta indiretto.
Il quadro europeo aiuta a leggere il dato italiano nel contesto giusto. Il differenziale spagnolo resta fermo: i Bonos viaggiano a 43 punti base, con un rendimento del 3,52%, perché anche a Madrid i tassi scendono di pari passo con quelli tedeschi. Lo spread, semplicemente, non si muove. La Francia segue invece una traiettoria simile a quella italiana, con l’Oat decennale sceso a 78 punti base di differenziale e un rendimento del 3,87%. Il Bund tedesco, il termine di paragone per l’intera Eurozona, si è fermato al 3,09%.
Le aste di luglio erano andate in scena con l’instabilità internazionale ancora alta, e il Tesoro aveva dovuto offrire rendimenti più generosi per collocare i titoli. Il calendario delle prossime aste comincia il 12 agosto con i Bot, e prosegue il 13 agosto con un’emissione a media e lunga scadenza. Si passa poi al 26 agosto per Btp Short Term e Btp€i, di nuovo ai Bot il 27. Il mese chiude il 28, con un’altra emissione a media e lunga scadenza.
Per chi ha già in portafoglio BTP comprati nelle aste più tese di luglio, il differenziale più basso si traduce già oggi in un valore di mercato più alto. Chi punta invece a sottoscrivere i titoli di metà e fine agosto dovrebbe aspettarsi rendimenti offerti più bassi, a patto che la schiarita sul Medio Oriente non si inverta nelle prossime settimane.
Dati ed elaborazioni riportati da QuiFinanza nell’articolo pubblicato il 5 agosto 2026.