Lo riporta Borse.it: Liquid Network, la blockchain pensata per velocizzare le transazioni in Bitcoin, ha subito un furto da 320 milioni di dollari. I responsabili hanno prelevato quasi 4.000 Bitcoin, su un totale di 4.200, dal portafoglio gestito dalla Liquid Federation.

La federazione ha raccontato l’accaduto su X, definendo gli autori dell’attacco “presunti hacker etici”, persone che sfruttano una falla tecnica per muovere capitali, con l’obiettivo dichiarato di restituirli, spesso in cambio di un compenso. Nello stesso messaggio ha reso noto lo stop temporaneo a ogni transazione sulla rete e si è scusata per i disagi ai portafogli coinvolti. I membri del consorzio lavorano ora per riportare la rete alla normalità.

Secondo quanto spiegato dalla stessa Liquid Network, il prelievo è passato per SideSwap, il servizio che ha il compito di muovere i fondi in uscita dalla rete. La chiave crittografica che protegge i fondi non risulta compromessa: il punto debole starebbe altrove, in un passaggio del sistema di trasferimento che l’azienda non ha ancora dettagliato. Blockstream, la società che ha avviato il progetto nel 2018, e la stessa Liquid Network non hanno fornito ulteriori chiarimenti nelle ore successive.

Liquid Network lavora come una corsia parallela a Bitcoin: blocca le monete reali e restituisce in cambio un gettone, il Liquid Bitcoin, che permette agli exchange di muovere valore più in fretta senza aspettare le conferme della catena principale. La rete è gestita oggi da un consorzio di oltre 80 realtà tra piattaforme di scambio, fornitori di infrastrutture di mercato e gestori di patrimoni digitali. Tra gli utenti compaiono BTSE, Bitfinex (che condivide la proprietà con Tether, il colosso globale degli stablecoin) e BitMEX, che ha reso nota la chiusura delle proprie attività proprio questo mese.

Il furto arriva dentro una sequenza di episodi ravvicinati. La settimana scorsa un servizio di lending in criptovalute legato a Crypto.com aveva perso 6 milioni di dollari per un attacco simile. Ad agosto era toccato a Coldcard, uno dei portafogli offline più diffusi tra chi custodisce Bitcoin senza appoggiarsi a un exchange: quell’episodio aveva già acceso il dibattito su quale sia davvero il modo più sicuro per tenere al sicuro le proprie criptovalute.

Qui il punto debole non è la chiave privata, il livello di solito indicato come il più sicuro, ma il software che gestisce i trasferimenti sopra la rete. Per chi tiene fondi su un sidechain o su un livello costruito sopra Bitcoin, la solidità della catena principale non basta a garantire quella di ogni strato aggiunto: ogni ponte, exchange o piattaforma di trasferimento porta con sé un rischio proprio, separato da quello del protocollo di base.

Chi ha fondi su un exchange che usa Liquid, o tiene direttamente Liquid Bitcoin, farebbe bene a controllare gli aggiornamenti ufficiali del consorzio prima di spostare qualsiasi somma nei prossimi giorni: finché le transazioni restano ferme, un trasferimento programmato su quella rete rischia di rimanere bloccato.

Dati e dichiarazioni riportati da Borse.it, sulla base del comunicato diffuso da Liquid Network sui social.