Banca Generali ha raccolto circa 70 milioni di euro in due mesi con il suo nuovo ETF dedicato alle piccole e medie imprese quotate a Piazza Affari. Lo strumento, partito lo scorso 1° luglio, ha già superato due terzi del primo traguardo fissato dalla banca, che punta a 100 milioni entro la fine della raccolta iniziale.
Il prodotto porta il nome Investlinx Intermonte Valore Italia e fa parte dell’iniziativa PMI2Change lanciata dal gruppo guidato dal Leone di Trieste. È un fondo a gestione attiva, che rientra fra i PIR, i piani di risparmio che azzerano l’imposta sui guadagni per chi resta investito almeno cinque anni. Il fondo rispetta anche la normativa europea sui fondi armonizzati, che ne garantisce la vigilanza a livello continentale. Chi cerca liquidità immediata dovrebbe considerare questo orizzonte temporale prima di sottoscrivere.
L’indice di riferimento è Intermonte Valore Italia, un paniere di 100 società scelte per solidità dei conti, qualità della governance e un flottante sufficiente a garantire scambi regolari. Rispetto ai listini tradizionali, il paniere pesa di più salute, beni di consumo non essenziali, tecnologia e industria: un ritratto diverso dell’economia reale italiana rispetto a quello offerto dai grandi indici dominati dalle banche.
Intermonte gestisce le scelte di investimento e seleziona le imprese con vantaggi competitivi difendibili e prospettive di crescita su ricavi, utili e margini. L’obiettivo dichiarato dalla banca va oltre la raccolta dei primi mesi: nel medio termine il fondo punta a raggiungere quota 500 milioni di euro, con l’idea che più capitali in ingresso significhino più scambi sui titoli in portafoglio e, di conseguenza, uno sconto di valutazione più contenuto per le mid e small cap nostrane rispetto ai listini europei comparabili.
Il contesto in cui la raccolta è maturata non era scontato. I mesi estivi sono tradizionalmente i più deboli per gli scambi sui mercati finanziari, e il quadro macroeconomico resta incerto. Il segnale arriva anche dai prezzi: il 2,6% guadagnato nell’ultimo mese dal FTSE Italia Small Cap supera nettamente lo 0,7% messo a segno dal mercato principale.
Va detto che questi numeri arrivano dalla stessa Banca Generali e da Intermonte, non da una verifica indipendente, e che due mesi di raccolta non bastano a dire se il fondo arriverà davvero ai 500 milioni promessi nel medio periodo. Iniziative simili per rilanciare le PMI quotate, incluso il fondo pubblico affidato a Cassa Depositi e Prestiti, sono ancora agli inizi: i dati sull’effettivo aumento di liquidità dei titoli coinvolti si vedranno solo con più tempo a disposizione.
Per chi valuta di sottoscrivere l’ETF, il punto chiave non è la performance dell’ultimo mese ma l’orizzonte a cinque anni richiesto dal regime PIR: senza quella tenuta, l’agevolazione fiscale decade e il rischio di liquidità tipico delle small cap resta scoperto.
Dati riportati da Wall Street Italia in un articolo di Luca Losito, pubblicato il 1° settembre 2026.