Il mercato del lavoro italiano non si muove. Lo certifica la fotografia diffusa dall’Istat e ripresa da TgCom24 per il mese di luglio: chi ha un’occupazione resta al 63,2% della popolazione tra 15 e 64 anni, esattamente come nel mese precedente, mentre chi cerca un impiego scende al 5,8%, un decimo di punto in meno rispetto a giugno.
Gli occupati salgono di appena 2mila unità sul mese, un numero quasi impercettibile. Il confronto con un anno prima racconta però una crescita più solida: 307mila persone in più hanno un lavoro rispetto a luglio dello scorso anno, un aumento dell’1,3%. Il totale degli occupati in Italia sfiora oggi quota 24,37 milioni, mentre le persone senza lavoro sono circa 1,49 milioni, in flessione nell’arco dei dodici mesi.
Dietro la stabilità del dato mensile si nascondono direzioni opposte. Il numero di occupati cresce tra gli uomini, tra chi ha un contratto a tempo indeterminato, tra i lavoratori autonomi e nella fascia 35-49 anni. Scende invece tra le donne, tra i contratti a termine e nelle altre classi d’età. Anche il calo dei senza lavoro, poco più di 17mila persone in un mese, riguarda soprattutto gli uomini: nella fascia 35-49 anni la disoccupazione, al contrario, sale.
Il dato che stona nel quadro complessivo è quello giovanile. La disoccupazione tra gli under 25 sale al 18,9%, due decimi di punto in più rispetto al mese precedente. Il tasso di chi non lavora e non cerca lavoro, gli inattivi tra 15 e 64 anni, resta fermo al 32,8%, anche se il loro numero scende leggermente, circa 17mila persone, un calo concentrato tra gli uomini e nella fascia 35-49 anni.
Sull’arco dei dodici mesi la crescita occupazionale premia soprattutto gli estremi anagrafici: gli over 50 guadagnano 364mila posti, gli under 25 ne aggiungono 96mila. Le fasce d’età centrali perdono invece terreno: la 25-34enne scende di 79mila occupati, la 35-49enne di 152mila. Cresce anche la quota di lavoro stabile: i dipendenti a tempo indeterminato salgono a 16,58 milioni, 303mila in più in un anno, gli autonomi arrivano a 5,3 milioni, aggiungendone 85mila, mentre i contratti a termine scendono a 2,49 milioni, con una flessione di 82mila.
Per chi cerca lavoro sotto i 35 anni il quadro resta più fragile della media nazionale, mentre chi ha superato i 50 anni sta trovando più spazio nel mercato rispetto al passato. La rilevazione successiva dell’Istat dirà se il rialzo della disoccupazione giovanile è un episodio isolato o l’avvio di una tendenza da tenere d’occhio nei prossimi mesi.
Dati Istat riportati da TgCom24, riferiti al mese di luglio 2026.