Indeed Hiring Lab ha pubblicato una classifica delle dieci figure professionali più difficili da coprire per le aziende italiane, calcolata confrontando il numero di candidature giornaliere con quello degli annunci pubblicati per ogni ruolo. Al primo posto c’è il reliability engineer, la figura che si occupa di garantire che un impianto o un sistema funzioni come previsto nel tempo: per questo profilo il calo delle candidature giornaliere tocca il 95%, se confrontato con il volume di annunci aperti per quel ruolo.
Il quadro che emerge ribalta un’idea diffusa sul mercato del lavoro italiano. Fino a pochi anni fa la carenza di personale riguardava soprattutto mansioni manuali o poco retribuite. Oggi, secondo i dati di Indeed Hiring Lab, a soffrire di più sono ingegneria, tecnologia e sanità, tre comparti dove le retribuzioni figurano tra le più competitive dell’intero mercato.
Tre fattori spiegano il fenomeno: la trasformazione tecnologica delle aziende, che richiede competenze diverse rispetto a cinque anni fa; la lentezza del sistema formativo nell’aggiornare i propri percorsi; e il calo demografico, che riduce il numero di giovani pronti a entrare nel mercato del lavoro. Nessuno dei tre fattori da solo basterebbe a spiegare divari così ampi, ma insieme si rafforzano a vicenda.
Dietro al reliability engineer la classifica prosegue con altri profili tecnici e scientifici:
- Ingegneri industriali ed elettronici, secondo posto, meno 76%. Qui non mancano gli annunci: manca personale con competenze coerenti rispetto ai ruoli aperti.
- Sviluppatori di software, terzo posto, meno 72%. L’accelerazione dell’automazione sta spingendo le aziende verso profili sempre più specialistici, capaci di progettare e integrare sistemi complessi, non solo di scrivere codice.
- Farmacisti, quarto posto, meno 71%.
- Ingegneri meccanici, quinto posto, meno 70%.
- Gli specialisti che si occupano di information design e ricerca, sesto posto, meno 68%.
- Tecnici sanitari, settimo posto, meno 67%.
- Ingegneri civili, ottavo posto, meno 60%.
- Chi lavora in ambito di statistica e matematica, nono posto, meno 58%.
- Chiudono a pari merito, con un calo del 57%, i professionisti di medicina, chirurgia, benessere e bellezza.
I dati di Indeed Hiring Lab non spiegano quanti di questi posti restino effettivamente scoperti per mesi, né quale sia lo scarto tra lo stipendio offerto e quello richiesto dai candidati: senza quel confronto, il numero delle candidature mancanti racconta solo metà della storia. Resta però un segnale utile per chi sta scegliendo un percorso di studi o valutando una riconversione professionale, perché mostra dove la domanda supera l’offerta in modo strutturale e non stagionale.
Chi lavora già in uno di questi settori, o chi lo sta valutando come prima scelta dopo la laurea, ha oggi un potere contrattuale superiore alla media: vale la pena verificarlo alla prossima trattativa su stipendio o inquadramento, invece di accettare la prima proposta ricevuta.
Dati diffusi da Indeed Hiring Lab e ripresi da QuiFinanza il 23 agosto 2026.