Da gennaio ad agosto 2026 hanno perso la vita sul lavoro 701 persone, e le denunce di infortunio mortale sono salite del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2025. I numeri arrivano dall’Inail e li ha richiamati l’Anmil, l’associazione di chi ha subito mutilazioni o invalidità a causa del proprio impiego, come riportato da Soldionline sulla base di un lancio ANSA.

Il quadro complessivo pesa su tutta la linea. Le denunce di infortunio avvenuto in occasione di lavoro sono circa 404.809, il 5,4% in più rispetto all’anno prima. Quelle per malattia professionale crescono ancora più in fretta: +16,3%, fino a quota 74.542.

Conviene distinguere le due voci. La denuncia di infortunio è la segnalazione all’Inail di un incidente avvenuto durante l’attività, o comunque per via del lavoro. La malattia professionale è una patologia che si fa risalire ai rischi presenti nell’ambiente in cui si lavora. Nel secondo caso il danno spesso emerge dopo anni, e per questo la crescita del 16,3% parla di una platea molto più ampia di quella che finisce nelle cronache.

L’Anmil nota anche un dettaglio sull’andamento. Il rialzo dei casi mortali smentisce la piccola flessione che si era vista nei primi sette mesi dell’anno. Sono i dati dell’associazione a dirlo, letti sulle cifre Inail: nessuna analisi indipendente sui numeri è stata allegata al lancio.

Da qui la richiesta politica. L’Anmil vuole che l’ordinamento italiano preveda un reato a sé chiamato “omicidio sul lavoro”. Servirebbe a definire le responsabilità penali per gli incidenti mortali, oggi trattate dentro altre ipotesi di reato. Il presidente Amedeo Bozzer ricorda che la proposta di legge è approdata a Montecitorio il 19 marzo 2026. Ora la esamina la Commissione Giustizia. Respinge l’etichetta di giustizialismo.

La seconda richiesta riguarda chi indaga. Bozzer propone di creare una procura nazionale dedicata al lavoro, con magistrati esperti della materia, che raccolga e uniformi le inchieste. Il bersaglio è la frammentazione territoriale: oggi incidenti e violazioni sulla sicurezza possono finire davanti a più uffici giudiziari, e ciascuno segue un metodo suo. Una struttura unica darebbe coerenza e specializzazione, ma il lancio non spiega come verrebbe finanziata né quali competenze sottrarrebbe alle procure locali.

Il dato di contesto è la scadenza simbolica. La 76ª giornata nazionale dedicata a chi è morto per infortunio si celebra a Longarone, in provincia di Belluno, ricordando la tragedia del Vajont. L’Anmil ha scelto quella cornice per rilanciare le proposte e per legare i numeri Inail a una richiesta di riforma.

Per chi lavora e per chi assume, la partita ha due piani. Sul piano penale, il testo in Commissione Giustizia dirà se la responsabilità di datori di lavoro e dirigenti cambia davvero. Sul piano dei costi, più denunce di malattia professionale significano più attenzione ai controlli e alla prevenzione in azienda. Chi gestisce un’impresa farebbe bene a seguire l’iter della proposta, perché un reato autonomo cambierebbe il peso di ogni errore sulla sicurezza.

Soldionline, 11 ottobre 2026, su un lancio ANSA che richiama i dati Inail e le dichiarazioni dell’Anmil.