Fiere di Parma ha raddoppiato i giorni di smart working per i suoi circa 90 dipendenti, con un obiettivo dichiarato: alleggerire il costo del pieno. Da ottobre ognuno può aggiungere un secondo giorno a settimana da casa, oltre a quello già previsto. Secondo QuiFinanza, che ha raccontato il caso giovedì 8 ottobre, è tra le prime aziende a offrire il lavoro agile come benefit contro il caro carburanti.

La misura non è un obbligo e non è nemmeno strutturale. L’amministratore delegato Antonio Cellie l’ha descritta come un intervento mirato sulle spese che i lavoratori sostengono ogni giorno per raggiungere la sede. Dunque è una risposta di breve periodo a un prezzo alla pompa che pesa sul bilancio familiare, non una nuova politica aziendale.

I numeri arrivano da una simulazione fatta dall’azienda stessa, quindi vanno letti come una stima interna. Prendiamo chi percorre oltre 30 chilometri quotidiani tra casa e sede. Ogni giornata extra da casa gli evita mediamente 47,5 chilometri di tragitto. Con 12 giornate aggiuntive nel trimestre ottobre-dicembre i chilometri risparmiati sono circa 570: fanno 35 litri di carburante e circa 76 euro. Sul fronte ambientale il taglio è di circa 90 kg di CO₂.

Chi si sposta di più guadagna di più. Con circa 60 chilometri totali ogni giorno, la sola giornata extra fa risparmiare circa 96 euro sul carburante nel trimestre e 112 chilogrammi di CO₂ in meno. Se si contano entrambi i giorni remoti, secondo la simulazione i chilometri evitati diventano circa 1.140, i litri 70 e il risparmio circa 150 euro, sempre per chi supera quei 30 chilometri. Per i pendolari con tragitti ancora più lunghi la stima tocca circa 200 euro.

Sono cifre modeste rispetto a uno stipendio, ma non trascurabili. Centocinquanta euro in tre mesi fanno una cinquantina di euro al mese, e per chi fa il pendolare ogni giorno è un margine che si sente.

Altrove il tema è sul tavolo dei sindacati. Nel settore pubblico, secondo QuiFinanza, il Comune di Bologna ha discusso con le organizzazioni sindacali un ampliamento del lavoro agile, anche per l’aumento dei costi di spostamento. La Cisl Fp Emilia centrale ha chiesto tavoli di confronto a diversi Comuni del Reggiano. A Verona e Sondrio la Fp Cgil ha chiesto alle amministrazioni di considerare più giornate da remoto, soprattutto per chi vive in zone periferiche o montane e ha tragitti più lunghi.

La richiesta è salita fino al livello nazionale. Fp Cgil e Uilpa l’hanno portata al dicastero che si occupa di Pa, indicando il lavoro agile come strumento per contenere la spesa in trasporti ed energia.

Nel privato la motivazione ufficiale è di solito un’altra: flessibilità, welfare, conciliazione tra vita e lavoro. Il risparmio sul pieno resta un effetto indiretto. A sostegno della tesi, l’Agenzia internazionale dell’Energia ha indicato il lavoro da remoto tra gli strumenti per abbassare i litri bruciati nei tragitti verso l’ufficio.

Se la tua sede dista più di 30 chilometri andata e ritorno, nel prossimo trimestre conviene chiedere alle risorse umane se esiste una formula simile, e confrontare i giorni da remoto con quanto spendi davvero per il pieno.

Secondo QuiFinanza, articolo di Federica Petrucci pubblicato giovedì 8 ottobre 2026.