Lavazza ha sottoscritto un nuovo contratto integrativo aziendale che copre il triennio 2026-2028, rivolto a circa 1.200 persone della sede direzionale di Torino, tra la Nuvola e gli uffici di Settimo Torinese. L’intesa, siglata con i sindacati, allarga tre strumenti già attivi: i venerdì brevi, i giorni di lavoro da remoto e il premio legato ai risultati aziendali. Riguarda soltanto il personale della sede direzionale, non gli stabilimenti produttivi del gruppo in altre città italiane. Non introduce nulla di nuovo, li amplia.
Il primo cambiamento riguarda i cosiddetti venerdì brevi. La finestra si allunga da quindici a diciannove settimane, tra maggio e settembre. Resta confermata anche la possibilità di lavorare da remoto per dieci giornate al mese, su scelta individuale e non come obbligo imposto dall’azienda.
Il terzo asse riguarda il premio legato ai risultati: quest’anno ha già oltrepassato quota 4.100 euro a persona, il 140% del valore fissato come obiettivo. Con il nuovo accordo, il tetto massimo teorico raggiungibile nei prossimi tre anni sale sopra i 12.300 euro, più del triplo di quanto erogato quest’anno. Il tetto non è una garanzia. Il premio dipende dal raggiungimento degli obiettivi: l’importo realmente pagato può restare distante dal massimo teorico previsto dall’accordo. Il premio di risultato è la componente variabile della retribuzione legata agli obiettivi aziendali, uno strumento comune nei contratti integrativi italiani ma con importi molto diversi da azienda ad azienda.
Il gruppo, guidato dall’amministratore delegato Antonio Baravalle, presenta la misura come una continuità: rafforzare un modello che lega la retribuzione ai risultati aziendali e punta sul benessere di chi lavora. Il responsabile delle risorse umane, Enrico Contini, collega la scelta alla necessità di trattenere i talenti in un mercato del lavoro competitivo. La conciliazione tra vita e lavoro resta, dice, una leva strategica.
Il testo conferma anche il pacchetto di welfare già in vigore: permessi pagati per le visite mediche, sedici ore l’anno per chi ha bisogni di caregiving verso familiari, ore dedicate alla cura degli animali domestici. C’è anche la possibilità di richiedere il part-time fino al terzo compleanno del figlio, su domanda del lavoratore. Per la Uila della Valle d’Aosta e di Torino, che ha seguito la trattativa, si tratta di un’intesa raggiunta con il confronto diretto delle persone coinvolte, non di una misura calata dall’alto. Questi strumenti di welfare non sono una novità: erano già previsti nei contratti precedenti e qui vengono confermati, non ampliati.
Per chi lavora nella sede torinese di Lavazza, l’effetto concreto arriverà in busta paga con il premio del prossimo anno. Solo allora si saprà se il nuovo tetto è un aumento reale o resta teoria. Per chi lavora altrove, senza un contratto integrativo simile, l’accordo Lavazza diventa un termine di paragone concreto da portare al prossimo tavolo sindacale.
Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore il 30 luglio 2026, in un articolo di Filomena Greco.