Lo riporta Panorama, che cita un vademecum firmato da Skuola.net e realizzato con Unioncamere. La guida si basa sui dati del Sistema Informativo Excelsior. Racconta anche le indicazioni di Riccardo Cuomo, che dirige l’area Politiche del Lavoro dell’associazione. Il numero di partenza è netto: le aziende italiane stimano 3,7 milioni di assunzioni nei prossimi cinque anni. Oltre l’80% di queste posizioni copre pensionamenti già previsti, non nuovi organici.
Tra le lauree, le materie STEM restano le più richieste. Informatica, Fisica, Ingegneria e Matematica guidano la classifica dei corsi più cercati. In questi indirizzi, oltre il 55% delle aziende fatica a trovare candidati: in pratica una posizione aperta su due resta scoperta. L’area Economico-Statistica tiene comunque il primato per i ruoli di amministrazione, marketing e controllo di gestione, mentre crescono le offerte nel comparto medico-sanitario e nell’insegnamento, dove si prepara un forte ricambio di personale.
Un canale spesso sottovalutato sono gli ITS Academy, corsi tecnici che durano dai due ai tre anni dopo il diploma. L’80% di chi li finisce trova un lavoro entro dodici mesi, una quota alta per qualsiasi standard formativo italiano. Anche senza laurea, però, i diplomati troveranno più spazio dei laureati nei prossimi anni.
I profili tecnici restano i più difficili da trovare: periti in Meccanica e Meccatronica, il cuore dell’industria italiana, ed Elettronica-Elettrotecnica per l’automazione. In alcuni settori legati alla meccatronica, tra il 65% e il 70% dei posti resta scoperto. Cercati anche i periti in Finanza, Amministrazione e Marketing, soprattutto dalle piccole e medie aziende, insieme ai profili del turismo, dell’enogastronomia e dell’ospitalità, dove il personale qualificato scarseggia. Crescono infine i tecnici ICT, gli esperti di reti e cloud, e le figure legate all’efficientamento energetico degli edifici.
Sul fronte intelligenza artificiale, i dati Excelsior ridimensionano l’allarme più diffuso. Le imprese non la usano per ridurre il personale, ma per tenere alta la produttività: la forza lavoro italiana invecchia e cala. Il digitale, di base o avanzato, è ormai richiesto in circa otto ruoli su dieci. Nella logistica, nei servizi amministrativi e nello sviluppo software l’intelligenza artificiale ha già cambiato il modo di lavorare, secondo la stessa analisi.
Le professioni al sicuro restano quelle che poggiano su empatia, relazione e manualità fine. Infermieri ed educatori nella cura della persona, chef e sarti nell’artigianato di pregio del made in Italy, e chi segue la transizione ecologica dentro le imprese. Ogni anno migliaia di giovani under 35 lanciano nuove imprese, spesso legate al turismo esperienziale, alla coltivazione di precisione o al digitale.
Chi deve scegliere un percorso in questi mesi può controllare i dati aggiornati settore per settore su Excelsiorienta, la piattaforma di orientamento di Unioncamere, prima di puntare su un’università, un ITS o un ingresso diretto nel lavoro.
Dati e analisi tratti dal vademecum di Skuola.net e Unioncamere, ripreso da Panorama il 3 settembre 2026.