La Federal Reserve ha mantenuto i tassi nella fascia 3,75%-4% nella riunione di mercoledì 28 ottobre, senza sorprese per i mercati. Era la prima riunione dopo l’aumento del 16 settembre, il primo dal 2023, e la Fed, con Kevin Warsh al vertice, ha scelto di prendere tempo.

La pausa però non segnala un cambio di rotta. Secondo Money.it, gli investitori scommettono su un nuovo rialzo alla riunione conclusiva dell’anno, in calendario l’8 e il 9 dicembre. Euro-dollaro e indici azionari americani (Dow Jones, Nasdaq e S&P) sono i primi termometri da osservare.

Il motivo sta nei prezzi. A settembre l’inflazione americana è salita al 3,7% su base annua, quasi il doppio dell’obiettivo del 2% fissato dalla Fed. Il comunicato del FOMC, il comitato che decide la politica monetaria, lo dice chiaramente: l’inflazione “rimane elevata”. Warsh ha aggiunto che i prezzi dell’energia hanno ripreso a salire da qualche settimana.

La decisione non è stata presa all’unanimità. Dei 12 membri del comitato, due hanno votato per un aumento di 25 punti base: Lisa Cook, che siede nel board come governatrice, e Beth Hammack, alla guida della sede di Cleveland. Il dissenso conta, perché mostra che dentro il comitato una parte considera la pausa troppo morbida.

Anche il linguaggio sull’economia si è fatto più deciso. Il comunicato definisce l’attività “forte”, mentre il testo precedente parlava di crescita “solida”. Warsh ha indicato che il PIL americano del terzo trimestre dovrebbe crescere oltre il 3% annuo, trainato dalla spesa delle famiglie, e ha parlato di investimenti storicamente elevati e di un mercato del lavoro in buona salute. Con un’economia così, la Fed ha poche ragioni per allentare.

Warsh ha riconosciuto una nota stonata: il credito è diventato più difficile da ottenere per certe aziende e per alcuni nuclei familiari. Ha però detto di non poter definire rigide le condizioni finanziarie. E ha ricordato che la Fed si è già mostrata pronta ad agire se l’inflazione dovesse rafforzarsi.

Il presidente ha anche annunciato una novità di calendario. Nel 2027 le riunioni resteranno 8, ma in una di esse non ci sarà il voto sui tassi. Nel 2028 saranno ancora 8, con due senza voto. Secondo Warsh, il cambio lascerà alla Fed più spazio per decisioni di lungo periodo. Quali riunioni saranno senza voto non è stato precisato.

Per chi ha investimenti in dollari o segue il cambio euro-dollaro, la data da segnare è quella dell’8 e 9 dicembre. Se i prezzi dell’energia continueranno a salire, come nelle ultime settimane, il secondo rialzo dell’anno diventerà più difficile da evitare.

Money.it, articolo di Laura Naka Antonelli del 28 ottobre 2026 sulla riunione della Fed.