Johnson & Johnson mette sul piatto 5,5 miliardi: la cifra, espressa in dollari, dovrebbe bastare a chiudere una mole enorme di cause civili aperte negli Stati Uniti. Al centro della vicenda c’è l’accusa secondo cui i prodotti al talco del gruppo avrebbero contribuito allo sviluppo di tumori ovarici in chi li ha usati per anni, in alcuni casi per l’igiene quotidiana fin dall’infanzia. Lo ha reso noto ieri l’azienda farmaceutica, con quartier generale nel New Jersey, mettendo fine a una delle controversie legali più lunghe della sua storia recente.

Secondo quanto riferito da Adnkronos, la proposta di transazione riguarda circa 76.000 procedimenti, praticamente la totalità del contenzioso ancora aperto sul talco negli Stati Uniti. J&J respinge nel merito le accuse e sostiene di non aver mai commercializzato prodotti dannosi per la salute delle consumatrici. Nel 2020, però, aveva già tolto dagli scaffali di Stati Uniti e Canada la sua linea di borotalco pensata per neonati: un ritiro commerciale che, agli occhi di chi segue la vicenda da anni, pesa sulla coerenza della difesa dell’azienda.

Il vicepresidente dell’azienda responsabile del contenzioso ha definito le accuse prive di fondamento scientifico. Nella stessa dichiarazione, il gruppo sostiene che l’intesa gli permetta di voltare pagina e di concentrare le risorse sullo sviluppo di farmaci e dispositivi medici. Sono parole che arrivano da chi ha un interesse economico diretto nell’esito della vicenda, non da una verifica indipendente sui reali effetti sanitari del prodotto.

Non è la prima transazione di questo tipo per il gruppo farmaceutico. Una parte consistente delle cause che contestavano la presenza di tracce di amianto nel talco, sostanza a sua volta collegata al cancro, era già stata chiusa in precedenza con accordi separati e importi mai resi noti nel dettaglio.

Il fronte legale, però, non si esaurisce con questo accordo. Nel Regno Unito pende dal 2025 un procedimento distinto, promosso da circa 3.000 persone che sostengono di aver contratto personalmente, o all’interno del proprio nucleo familiare, un tumore ovarico o un mesotelioma legato all’uso del borotalco J&J per l’infanzia. Il valore complessivo delle richieste, secondo i legali che assistono i querelanti, supererebbe il miliardo di sterline: oltre 1,3 miliardi in dollari al cambio attuale. Quella causa resta autonoma rispetto all’intesa Usa e non ne è coperta in alcun modo.

Per chi segue il titolo in Borsa, l’accordo statunitense riduce un rischio legale che pesava da anni sui conti del gruppo e ne complicava le proiezioni sugli utili futuri. Resta però aperta l’esposizione sul fronte britannico: l’esito dipenderà dalle prossime udienze del tribunale di Londra, un appuntamento da segnare per chiunque valuti il titolo J&J in un’ottica di lungo periodo.

Dati e dichiarazioni riportati da Adnkronos, che ha pubblicato la notizia il 28 luglio 2026.