Jio Platforms ha debuttato in Borsa a Mumbai mercoledì 28 ottobre con un rialzo del 21% sul prezzo di collocamento. Le prime contrattazioni sono scattate sulle 1.358 rupie (14,28 dollari), contro le 1.119 rupie, cioè 11,76 dollari, fissate per l’Ipo. Secondo Forbes Italia, l’offerta ha portato in cassa 3,2 miliardi di dollari ed è la più grande mai realizzata in India.
Con quel prezzo d’apertura la società vale 131,5 miliardi di dollari, e questo la porta seconda tra le aziende indiane. Il dato fotografa però i primi scambi e non una chiusura di seduta. Il 21% dice da dove è partito il titolo, non dove è arrivato.
Jio nasce nel 2019 dentro il gruppo Reliance, controllato dal miliardario Mukesh Ambani, e raccoglie i servizi digitali e la connettività della holding. Il ramo telefonico conta più di 530 milioni di abbonati e ha alle spalle Meta e Google Alphabet. C’è poi JioBrain, una piattaforma di proprietà che usa intelligenza artificiale e apprendimento automatico per gestire le reti di imprese e impianti industriali.
Per Reliance è la prima quotazione da vent’anni. Ambani vuole portare il conglomerato verso la tecnologia e i beni di consumo, e Jio è uno dei pezzi più importanti di quel disegno. Chi compra il titolo non punta su un gestore telefonico come tanti: scommette sulla direzione di un intero gruppo.
A Mumbai la cerimonia ha riunito la famiglia al completo. Akash Ambani, primogenito di Mukesh e amministratore delegato di Jio, prima di parlare dal palco si è chinato a toccare ai genitori i piedi: un saluto di rispetto della tradizione indiana. La scena racconta anche un altro dossier: il fondatore sta organizzando la successione e affianca ai vertici tutti e tre i figli.
La ragione è nel passato. Nel 2002 il padre di Ambani morì senza lasciare testamento, e ne nacque uno scontro con il fratello Anil. Oggi l’idea è non ripetere quell’errore. Per chi investe la governance pesa quanto i bilanci, perché in un gruppo familiare poche persone decidono per tutti.
Anche la ricchezza personale aiuta a leggere l’operazione. Forbes, con le sue stime in tempo reale, attribuisce ad Ambani 79,7 miliardi di dollari e lo indica come l’uomo più ricco dell’India. Jio da sola, ai prezzi del debutto, vale quindi molto più dell’intera fortuna del suo azionista di riferimento.
C’è un limite da tenere presente. Il guadagno del 21% è di chi ha ricevuto le azioni al prezzo di collocamento. Chi entra adesso compra già sopra le 1.119 rupie e deve chiedersi se la crescita di un operatore con tutti quegli abbonati giustifichi la differenza.
Per chi segue i mercati emergenti, le prossime sedute contano più del debutto. Se il titolo regge sopra le 1.119 rupie dell’Ipo, la valutazione di partenza avrà trovato conferma; se rientra sotto quel livello, il rialzo di mercoledì sarà stato soltanto l’effetto dell’apertura.
Forbes Italia, articolo di Filippo Fusari pubblicato mercoledì 28 ottobre 2026.