Chi vuole pagare meno tasse universitarie per l’anno accademico 2026/2027 deve presentare una Dsu aggiornata da gennaio 2026, con la certificazione che indica esplicitamente il diritto allo studio, accompagnata dal codice fiscale intestato allo studente. Senza questo passaggio, l’ateneo applica automaticamente lo scaglione di contribuzione più alto.
L’indicatore da usare è l’Isee Università, una versione specifica della dichiarazione che stabilisce anche quale genitore debba presentarla quando i due non sono sposati, non convivono o sono divorziati. Il ministero competente ha fissato a livello nazionale la soglia di esenzione totale a 22.000 euro.
Sopra quella cifra la contribuzione cresce a scaglioni. Tra 22.001 e 24.000 euro di Isee si versa il 20% del contributo dovuto, tra 24.001 e 26.000 euro sale al 50%, tra 26.001 e 28.000 euro arriva al 75%, e tra 28.001 e 30.000 euro tocca il 90%. Oltre i 30.000 euro lo sconto scompare del tutto.
L’esenzione automatica riguarda solo l’iscrizione al primo anno di corso. A partire dal secondo, agli iscritti si chiede anche un requisito di merito: almeno 10 crediti formativi prima del 10 agosto dell’anno dopo l’immatricolazione, requisito che sale a 25 crediti nei dodici mesi precedenti la stessa data per gli anni successivi.
Per calcolare l’indicatore serve prima la Dsu, la dichiarazione che raccoglie redditi e patrimonio del nucleo familiare. La compilazione può avvenire online sul portale dell’Inps oppure passando dal Caf, e in entrambi i casi occorrono gli stessi documenti: lo stato di famiglia, il codice fiscale di ogni componente, un documento d’identità valido, l’ultima dichiarazione dei redditi e la Certificazione Unica, oltre a estratti conto bancari e postali, eventuali contratti d’affitto, quote di investimento, dati catastali degli immobili e polizze vita.
Il calcolo aggiunge ai redditi dell’intero nucleo il 20% calcolato su conti, investimenti e immobili posseduti dalla famiglia, poi divide il totale per un parametro legato al numero dei componenti: da 1 per una persona sola fino a 2,85 per un nucleo di cinque, con maggiorazioni ulteriori in presenza di figli, disabilità o altre condizioni previste dal Dpcm 159 del 2013. Una volta inviata la richiesta, l’Inps restituisce il valore in circa due settimane, tempi che si accorciano con il modello precompilato.
Uno studente può risultare indipendente dal nucleo dei genitori solo rispettando due condizioni insieme: vivere da almeno due anni, contati dalla data della Dsu e non più da quella di iscrizione al corso, in un immobile non intestato a un familiare, e avere un reddito da lavoro non inferiore a 9.000 euro per almeno due anni. Se la casa in cui vive appartiene comunque a un componente della famiglia d’origine, l’autonomia non viene riconosciuta anche quando gli altri due requisiti sono soddisfatti.
Chi ha vissuto un calo di reddito recente per eventi avversi può chiedere l’Isee corrente, che aggiorna la situazione degli ultimi dodici mesi, ma solo se lo studente possiede già un Isee Università valido per lo stesso anno.
Chi si iscrive al primo anno e prevede un Isee vicino a una delle soglie di scaglione dovrebbe controllare i documenti bancari e catastali prima di inviare la Dsu: un errore o un’omissione può spostare lo studente in una fascia di pagamento superiore, e resta valido per l’intero anno accademico.
Dati e soglie riportati da Money.it nella guida pubblicata il 31 agosto 2026.