Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha rilanciato durante un convegno a Piacenza una richiesta precisa per la prossima manovra: applicare la cedolare secca anche agli affitti di negozi e altri locali commerciali. Oggi lo strumento riguarda quasi soltanto le case.

Il meccanismo si chiama cedolare secca: un’opzione che al posto di IRPEF e addizionali applica un’imposta fissa sul canone incassato. Chi affitta un immobile abitativo può già scegliere questa strada per pagare meno tasse e, in teoria, per convincere più proprietari a dichiarare i contratti in chiaro. Chi affitta un negozio, invece, resta oggi legato alla tassazione ordinaria sui redditi da locazione.

Spaziani Testa ha ammesso che il governo non ha ancora sciolto il nodo. Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, sta verificando quanto margine di bilancio esista per questa misura, allo stesso modo in cui lo fa per decine di altre richieste settoriali che arrivano ogni anno prima della manovra. Confedilizia, dal canto suo, ha detto di credere molto nell’estensione e di seguire il dossier insieme alle associazioni dei commercianti, un fronte comune tra chi possiede i locali e chi li usa per vendere.

Il presidente dell’associazione ha spostato poi l’attenzione sugli incentivi per la casa, un fronte segnato negli anni scorsi dalle polemiche sul superbonus. Quel maxi incentivo aveva permesso, a determinate condizioni, detrazioni molto elevate per lavori antisismici ed energetici sugli edifici. Il sistema che consentiva di cedere i crediti fiscali maturati, però, ha finito per aprire un lungo scontro sul peso per il bilancio dello Stato e sulle storture create nel mercato dell’edilizia. Secondo Spaziani Testa il confronto pubblico resta ancora condizionato da quella vicenda, al punto da bloccare un dialogo più equilibrato sugli strumenti futuri.

La sua proposta guarda avanti su due fronti precisi: il rinforzo antisismico degli edifici e l’efficientamento energetico, dagli infissi agli impianti di riscaldamento. Non chiede però più risorse pubbliche. Confedilizia ritiene che il ventaglio attuale di bonus sugli immobili sia già amplissimo e che si possa riorganizzarlo, spostando fondi verso le priorità indicate, senza far salire il conto complessivo per lo Stato.

Il nodo resta lo stesso di sempre in ogni manovra: quante misure il bilancio pubblico può davvero sostenere, e quali tra queste vengono scartate all’ultimo. Per chi possiede un negozio o gestisce un’attività in affitto, la notizia da seguire nei prossimi mesi non è la promessa in sé ma il testo della legge di bilancio: solo lì si capirà se la cedolare secca sui locali commerciali diventa una regola concreta o resta, come già accaduto ad altre proposte di categoria, un’idea rimandata all’anno successivo.

Secondo quanto riportato da Soldionline, che cita l’agenzia ANSA, le dichiarazioni sono arrivate durante il convegno di Confedilizia del 19 settembre a Piacenza.