Intesa Sanpaolo ha messo a punto una serie di programmi per accompagnare le piccole e medie imprese italiane sui mercati esteri più promettenti. Lo ha spiegato Stefano Barrese, che guida la Banca dei Territori, la divisione retail del gruppo, guidato da Carlo Messina.
L’Italia si trova al secondo posto in Europa per valore delle esportazioni e tra le prime cinque economie esportatrici a livello globale. Per Barrese, spingere le piccole e medie imprese verso mercati diversi da quello domestico serve a diversificare il fatturato e a ridurre l’esposizione a un singolo mercato.
Il caso più avanzato riguarda gli Stati Uniti. Da tre anni la banca organizza, insieme a Innovit, missioni nella Silicon Valley: nate per accompagnare le startup, si sono allargate lo scorso anno a un gruppo selezionato di pmi innovative clienti dell’istituto, fino a concentrarsi quest’anno su un unico settore ad alto potenziale, la Space Economy.
Da quelle missioni è emerso un problema strutturale, secondo Barrese: la Silicon Valley produce tecnologia all’avanguardia ma fatica a portarla dentro la manifattura tradizionale, un ambito dove le aziende italiane hanno invece un vantaggio riconosciuto. Intesa Sanpaolo si propone come intermediario tra le pmi manifatturiere, spesso troppo piccole per trattare da sole con le grandi multinazionali americane, e questa domanda di produzione fisica: mette a disposizione credito, consulenza e la propria rete di contatti internazionali.
Il modello non si ferma agli Stati Uniti. In questi giorni una missione di Confindustria nei Paesi del Mercosur vede la partecipazione di Intesa Sanpaolo su invito della stessa associazione. Barrese descrive quell’area come dinamica e in espansione, con richieste sempre più consistenti di tecnologia avanzata a cui le aziende italiane sanno rispondere.
La novità più recente riguarda però l’Asia e il Sud America: la banca sta finalizzando accordi con istituti bancari locali in India e Brasile, pensati per garantire alle aziende italiane un supporto diretto sulle operazioni commerciali quotidiane in loco. Fino ad oggi Intesa Sanpaolo aveva seguito le imprese soprattutto su consulenza e finanziamenti pensati per il medio e il lungo periodo; con queste partnership entra anche nell’attività commerciale corrente.
Sul Brasile, Barrese è esplicito: oggi pesa poco nell’export italiano complessivo, ma resta comunque la maggiore economia del Sud America per dimensione e la più ricca per reddito pro capite, quindi un mercato su cui costruire prima che la concorrenza lo scopra. La fonte non fornisce una cifra precisa sulla quota attuale dell’export italiano verso il Paese, quindi qui ci si limita al giudizio di Barrese senza aggiungere un numero che non è stato dichiarato.
Per una pmi manifatturiera che valuta l’espansione all’estero, il punto pratico è che da qui a fine anno potrebbe diventare operativo un canale bancario locale in due mercati oggi difficili da presidiare da soli, il che cambia il calcolo tra aprire una sede propria e affidarsi a un partner finanziario già presente sul posto.
Dichiarazioni di Stefano Barrese riportate da Il Sole 24 Ore in un’intervista pubblicata l’8 settembre 2026.