Torna il controllo dell’Inps sui contributi fissi non pagati da chi è iscritto alle gestioni per artigiani e commercianti. Un nuovo messaggio, il numero 2775 uscito il 9 settembre, annuncia un giro di avvisi bonari per chi risulta indietro con tre rate: quella di agosto 2025, quella di novembre dello stesso anno e quella di febbraio 2026. L’avviso bonario è un primo segnale, non ancora un atto esecutivo: serve a dare al contribuente la possibilità di mettersi in regola prima che la pratica passi a strumenti di recupero più severi.
Chi riceve l’avviso non deve aspettarsi una lettera per posta. La verifica passa dal cassetto previdenziale online, nella sezione che raccoglie gli atti dell’istituto, dove compare anche il modulo di pagamento già pronto con le cifre da versare. Chi ha lasciato un contatto email può ricevere un promemoria, ma la sua mancata consegna non toglie il dovere di controllare comunque il proprio profilo.
La rateizzazione fino a 60 rate è la vera novità di questo giro di avvisi. Per ottenerla serve una difficoltà economica reale e temporanea, e il debito non deve essere già passato in mano agli agenti della riscossione. Sotto i 500.000 euro il piano massimo tocca 36 rate; sopra quella cifra si arriva fino a 60. Non è automatico: serve una domanda apposita con il numero di rate.
Chi lascia cadere l’avviso rischia di vederselo trasformare in un avviso di addebito, che vale come titolo esecutivo e apre la strada a misure esecutive o cautelari. Chi invece ha già pagato non deve versare una seconda volta: basta caricare la prova del bonifico nel servizio online dedicato.
Il conto sale in fretta per chi non muove nulla. Interessi, sanzioni civili e le spese della riscossione si aggiungono al debito iniziale, e a differenza della prima rata non si possono più trattare. Muoversi mentre l’avviso è ancora bonario, prima che diventi un addebito, resta il modo più economico per chiudere la pratica.
Secondo QuiFinanza, che ha raccontato la vicenda lo scorso fine settimana, la mossa più sicura resta controllare il cassetto appena si sospetta di essere tra i destinatari, senza aspettare un secondo avviso. Ignorare tre solleciti di fila costa più caro nel tempo: ogni mese di ritardo aggiunge interessi che un piano di rientro concordato evita del tutto. Chi ha una partita Iva da artigiano o da commerciante farebbe bene a verificare la propria posizione già in questi giorni: prima parte la richiesta di rateizzazione, meno interessi si accumulano nel frattempo.
Secondo QuiFinanza, che ha pubblicato la notizia sabato 12 settembre 2026, gli avvisi seguono il messaggio Inps numero 2775 del 9 settembre.