Iliad ha chiuso il primo semestre del 2026 in Italia con un fatturato di 665 milioni di euro, dieci punti percentuali sopra lo stesso periodo dell’anno scorso. La redditività operativa cresce ancora di più, oltre un quinto in avanti, e sfiora i 230 milioni di euro. Lo riporta Fortune Italia, che cita i dati del bilancio semestrale diffusi dal gruppo francese: il mercato italiano si conferma il motore principale della sua espansione europea.
Il gruppo Iliad nel suo insieme, con Francia, Italia e Polonia come mercati principali, chiude il semestre con ricavi complessivi che toccano 5,24 miliardi di euro, il 3% in più dell’anno precedente. L’utile netto consolidato sale a 502 milioni di euro. A trainare il risultato sono proprio i tre mercati principali del gruppo: Polonia, Italia e Francia, tutti in crescita nel periodo.
In Italia la base clienti continua a crescere nonostante una concorrenza durissima nel settore delle telecomunicazioni. Al 30 giugno gli utenti attivi tra rete fissa e mobile hanno raggiunto quota 13,3 milioni. La componente mobile conta 12,8 milioni di clienti, con un incremento di circa 100.000 unità nel solo trimestre. Sul fisso gli abbonati sono saliti a 568.000, 31.000 in più rispetto al trimestre precedente.
Secondo i dati più recenti dell’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Iliad resta l’unico gestore con rete propria ad avere ampliato la sua fetta di mercato nelle schede SIM residenziali. Il dato conferma la traiettoria di crescita degli ultimi anni, anche a fronte di una pressione competitiva che l’azienda stessa definisce particolarmente intensa.
Migliora anche la capacità dell’azienda di generare cassa: il flusso di cassa operativo libero sale del 75% e tocca i 106 milioni di euro. Per Iliad si tratta della base finanziaria che permette di continuare a investire nella rete e nei servizi sul territorio italiano.
Benedetto Levi, amministratore delegato di Iliad, ha detto che il semestre conferma la tenuta della strategia del gruppo e il peso crescente dell’Italia come mercato chiave in Europa. Levi ha aggiunto che il settore ha bisogno di regole capaci di sostenere sia gli investimenti sia la concorrenza tra operatori.
La spinta italiana si inserisce in un disegno più ampio. SFR, lo storico operatore telefonico transalpino, è al centro di un progetto con cui il gruppo francese punta a rilevarne alcuni asset: un’operazione che, se autorizzata dalle autorità competenti, porterebbe Iliad a diventare per dimensioni il terzo gruppo telco nell’Unione europea. In questo quadro, i risultati ottenuti in Italia rafforzano il peso del Paese nei piani di espansione futuri del gruppo.
Per chi è cliente Iliad, il segnale concreto è che l’azienda ha margine per continuare a investire in rete e prezzi competitivi almeno nel breve periodo. Per chi segue il settore delle telecomunicazioni da investitore, l’esito del dossier SFR nei prossimi mesi dirà se il gruppo francese diventerà davvero il terzo operatore europeo per dimensioni.
Dati e dichiarazioni riportati da Fortune Italia il 27 agosto 2026, sulla base dei risultati del primo semestre diffusi da Iliad.