Inter e Milan hanno scelto Generali come sponsor del nome del loro nuovo stadio, che si chiamerà Generali Stadium. Il contratto dura 25 anni e vale 650 milioni di euro in totale, cioè intorno a 26 milioni per ogni stagione. Lo ha riportato Forbes Italia venerdì 30 ottobre, dopo la presentazione del progetto al Castello Sforzesco.

Il progetto è firmato da Manica Architecture e da Foster + Partners. L’impianto sorgerà accanto a San Siro, che sarà in gran parte abbattuto, il 90% circa, e conservato come monumento urbano. I posti saranno circa 71.500, un po’ meno di quelli di oggi, e l’area attorno verrà ridisegnata da cima a fondo.

Per i due club il naming right è soprattutto una voce di ricavo. Su 25 anni, 650 milioni coprono poco più della metà della spesa complessiva, che Forbes Italia stima intorno a 1,2 miliardi di euro. Le società non hanno confermato quella cifra, quindi va letta come una stima giornalistica e non come un dato di bilancio.

I proprietari sono due fondi americani: Oaktree per l’Inter e RedBird per il Milan. Ragionano da investitori, e lo stadio è il pezzo centrale di un piano più ampio. Accanto al campo sono previsti ristoranti, negozi e spazi pubblici, tutte attività che i club potranno gestire in proprio. È lì, più che nella vendita del nome, che si gioca la crescita dei ricavi.

I club hanno comprato San Siro nel 2025. Nell’intesa firmata dal comune milanese, l’amministrazione contribuirà alla sistemazione delle aree verdi intorno e alla realizzazione di una galleria che faciliti l’arrivo in auto. Chi sosterrà il costo di quest’ultima opera, e con quali somme, non è stato precisato finora, e senza quel numero il conto pubblico resta incompleto.

Il calendario è lungo. I cantieri partiranno nel 2028, mentre fino al 2031 le due squadre giocheranno le partite casalinghe nel vecchio impianto. L’inaugurazione completa è attesa in tempo per l’Europeo 2032, ospitato da Italia e Turchia. Un ritardo di qualche mese sposterebbe quindi l’apertura oltre la vetrina continentale su cui il progetto è stato costruito.

Resta aperto anche un dettaglio contrattuale. Forbes Italia non specifica se i 26 milioni annui siano fissi o legati a obiettivi sportivi e commerciali, e la differenza pesa sui conti. Una quota variabile renderebbe l’incasso meno sicuro proprio negli anni in cui i club dovranno finanziare la costruzione.

Per chi segue i bilanci dei due club, le prossime tappe da monitorare sono la conferma ufficiale dell’investimento complessivo e la data di avvio dei lavori nel 2028.

Secondo Forbes Italia, che ha pubblicato la notizia venerdì 30 ottobre 2026 a firma di Filippo Fusari.