Poste Italiane ha messo in collocamento un buono fruttifero della durata di dieci anni che lega il proprio rendimento alla dinamica dei prezzi, in un momento in cui il carovita pesa ancora sul potere d’acquisto delle famiglie. Il titolo, disponibile dallo scorso luglio con il codice IL110A240307, si rivolge solo alle persone fisiche e ha un taglio minimo di 50 euro.
Il meccanismo è diverso da un normale buono postale a tasso fisso. Il sottoscrittore riceve comunque una piccola cedola crescente ogni anno, che parte dallo 0,25% lordo nei primi due anni e sale a scaglioni fino all’1,25% nell’ultimo, decimo anno. A questo si somma un premio variabile, calcolato sull’inflazione media registrata nell’intero decennio: più i prezzi corrono, più cresce la parte variabile del rendimento.
Se l’inflazione dovesse restare piatta o scendere sotto zero per tutto il periodo, chi ha investito incasserebbe comunque la sola componente fissa: uno 0,60% lordo annuo a scadenza, che diventa lo 0,53% netto già al netto delle tasse. È il pavimento sotto cui il titolo non può scendere.
Gli scenari cambiano parecchio se l’inflazione media dei prossimi dieci anni si muove tra il 2% e il 4% annuo, la forbice più plausibile secondo le previsioni attuali. Su un capitale di 10.000 euro, un’inflazione media del 2% porterebbe a un montante finale di 12.940,7 euro, con un rendimento annuo che si ferma al 2,61% lordo e scende al 2,32% una volta tolte le tasse. Con il 3% il montante salirebbe a 14.266,8 euro (3,62% lordo, 3,22% netto), mentre con il 4% arriverebbe a 15.714,1 euro, ogni anno il 4,62% lordo e il 4,14% netto.
La fiscalità è quella tipica dei titoli di risparmio postale: aliquota del 12,5% sugli interessi, imposta di bollo al due per mille annuo dove prevista, ed esenzione totale dall’imposta di successione. Il buono, inoltre, resta escluso dal calcolo dell’ISEE fino a 50.000 euro per nucleo familiare, soglia cumulata anche con eventuali libretti postali e con i titoli di Stato posseduti dagli stessi componenti.
Manca, a differenza di altri buoni postali a medio e lungo termine, il premio dovuto a chi arriva fino in fondo ai dieci anni: qui l’incentivo a restare investiti sta già nella componente legata ai prezzi. Chi ha bisogno di liquidità prima della scadenza può comunque chiedere il rimborso, alle condizioni indicate nel foglio informativo del prodotto.
Secondo Money.it, che ha analizzato nel dettaglio il foglio informativo del titolo, restare fermi in liquidità nello stesso periodo produce l’effetto opposto: l’intera perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione, senza alcuna compensazione. Per chi ha una parte di risparmio parcheggiata sul conto corrente da anni senza un obiettivo preciso, questo buono offre un modo per bloccare oggi una protezione minima garantita e lasciare comunque aperta la possibilità di un guadagno più alto, se l’inflazione dei prossimi dieci anni risultasse più forte delle attese.
Dati e caratteristiche del prodotto riportati da Money.it in un’analisi firmata da Stefano Vozza e pubblicata domenica 20 settembre 2026.