GoPro ha trovato un compratore dopo anni di calo del titolo, penalizzato dal progresso delle fotocamere integrate negli smartphone. Starman Optical assorbirà l’azienda delle action camera con un’operazione da 285 milioni di dollari, strutturata come fusione che lascerà GoPro quotata in Borsa.

Agli azionisti di GoPro andranno 1,14 dollari per ogni azione posseduta, oltre a una quota della società combinata intorno al 10%. L’accordo cancella anche 92 milioni di dollari di debito residuo dell’azienda californiana. Le due parti puntano a chiudere l’operazione prima della fine dell’anno.

Il titolo è salito dopo l’annuncio, spinto pure dalla notizia che lo YouTuber Markiplier ha accumulato una partecipazione dell’8,5% nella società. Pochi mesi fa GoPro aveva già segnalato un cambio di rotta verso le tecnologie per la difesa, un’indicazione che l’intesa con Starman sembra confermare e rafforzare.

Il fondatore e amministratore delegato Nicholas Woodman ha collegato l’operazione a una crescita su tre fronti: consumer, commerciale e difesa. Secondo lui l’intesa permetterà all’azienda di diventare un punto di riferimento americano nell’ottica e nell’imaging, con applicazioni che toccano la sicurezza nazionale, dalle fotocamere alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Tra i settori citati nel comunicato rientra pure l’aerospazio.

Dietro l’operazione c’è una società nata da pochissimi giorni. Costituita in Delaware il 31 agosto, secondo quanto scrive TechCrunch, Starman Optical opera nei ricetrasmettitori ottici e nelle tecnologie fotoniche collegate, tramite la divisione Starman New Photonics, e fa capo a Starman Holding, lo stesso gruppo dietro marchi di accessori come Incase, Incipio e Griffin.

Il fondatore di Starman Holdings, Charles Tebele, ha motivato l’operazione con la necessità di riportare negli Stati Uniti la produzione di componenti ottici avanzati, oggi realizzati soprattutto all’estero nonostante la loro importanza per l’intelligenza artificiale e la sicurezza nazionale. Per Tebele, unire la proprietà intellettuale di GoPro nell’ottica con le competenze di Starman nei ricetrasmettitori e con la sua base produttiva americana crea un’occasione difficile da replicare.

Il comunicato non chiarisce quale peso avranno ancora le action camera per il grande pubblico rispetto ai contratti nel settore della difesa dentro la nuova entità. Quella proporzione stabilirà se GoPro resta prima di tutto un marchio consumer con una divisione difesa aggiunta, o se il baricentro dell’azienda si sposta altrove.

Per chi possiede il titolo, la fusione rimuove il rischio legato al debito, ma la valutazione di 1,14 dollari per azione resta lontana dai massimi storici della società. Chi ha investito puntando su un rimbalzo dovrà rivalutare la tesi alla luce del nuovo assetto industriale, non del solo prezzo delle azioni nei prossimi giorni di contrattazione.

Secondo quanto riportato da Adnkronos il 1° settembre 2026, con dettagli su Starman Optical citati dalla stessa fonte da TechCrunch.