Banca d’Italia ha calcolato che il Giubileo 2025 ha prodotto una spesa turistica di 4 miliardi di euro da parte di visitatori stranieri, tra chi è arrivato apposta per l’anno santo e chi ha semplicemente incrociato le celebrazioni durante un viaggio già programmato. Lo riporta Money.it, che cita l’indagine dell’istituto centrale sul turismo internazionale, con rilevazioni condotte da dicembre 2024 fino a gennaio 2026 tramite domande dedicate all’evento, su un campione che ha coinvolto in totale circa 3,5 milioni di persone, pellegrini e semplici curiosi.
L’analisi distingue due gruppi. Da una parte chi si è mosso specificamente per il Giubileo, dall’altra chi era già diretto in Italia ma ha partecipato comunque a una funzione o a un momento simbolico come il passaggio dalla Porta Santa. Il primo gruppo conta 1,4 milioni di persone, con pernottamenti concentrati a Roma, per una spesa che supera 1,6 miliardi di euro. Il secondo gruppo conta invece circa 2,2 milioni di persone che sarebbero venute in Italia comunque, per un contributo di altri 2,4 miliardi.
Rispetto al totale di chi ha pernottato in Italia nel 2025, oltre 61 milioni di persone secondo la stessa rilevazione, i soli pellegrini del Giubileo pesano per il 2,2%. Considerando anche i partecipanti indiretti, la quota complessiva cresce al 5,8% dei viaggiatori e arriva a spiegare il 7,4% di quanto è stato speso dai turisti stranieri nel paese. Sono percentuali che sembrano piccole ma, secondo Bankitalia, hanno pesato più della media sulla crescita del turismo rispetto al 2024.
Un pellegrino del Giubileo ha speso mediamente circa 1.173 euro nell’arco dell’intero soggiorno, una settimana in media, contro 882 euro degli altri turisti. Due fattori spiegano lo scarto: la meta, quasi sempre Roma, città più cara della media nazionale, e la provenienza, perché buona parte dei fedeli arriva dagli Stati Uniti, un mercato che in Italia spende sistematicamente sopra la media.
Il gruppo più numeroso arriva infatti dagli Stati Uniti: 235.000 persone, il 17,1% dei pellegrini censiti da Bankitalia, complice anche il fatto che a guidare questo Giubileo sia stato per la prima volta un Papa americano. Al secondo posto per arrivi c’è la Spagna con 151.000 visitatori, seguita da Polonia, Regno Unito e Francia, ciascuna sopra i 100.000. Sul fronte della spesa il distacco resta netto: gli americani hanno versato quasi 430 milioni di euro, più di un quarto del totale del gruppo, contro i 125 milioni degli spagnoli e i 111 dei britannici.
L’effetto si è visto soprattutto nel Lazio, dove i pernottamenti sono cresciuti del 23% e la spesa del 19,2%. Nel resto del paese l’aumento è stato più contenuto, il 6,2% per i viaggiatori e il 2,1% per la spesa, segno che l’anno santo ha trainato anche mete lontane da Roma, non solo la Capitale.
Per gli operatori del turismo, il dato utile non è tanto il totale quanto la composizione della spesa. Un pellegrino americano lascia quasi il doppio della media e resta in Italia più a lungo: un identikit che le città d’arte fuori da Roma possono provare a intercettare anche senza aspettare il prossimo anno santo.
Dati ripresi da Money.it, che il 15 settembre 2026 ha pubblicato l’analisi di Banca d’Italia sull’impatto turistico del Giubileo 2025.