Getty Images ha chiesto il Chapter 11, cioè la procedura americana per ristrutturare i debiti senza smettere di lavorare. La richiesta è stata depositata mercoledì 21 ottobre e porta l’agenzia fotografica statunitense fuori da Wall Street, verso una proprietà privata.

Secondo Forbes.it, il deposito è l’atto formale di un piano già annunciato oltre una settimana prima. L’addio al listino non sorprende nessuno: da mesi i titoli Getty scambiavano sotto un dollaro. A cambiare è chi controllerà l’azienda a fine percorso.

Chi mette i soldi e cosa ottiene. Koch Equity Development e le società riconducibili ai Getty si sono impegnate a versare capitale fresco per un massimo di 533 milioni di dollari. Alla fine della procedura avranno insieme tutte le azioni, quindi gli azionisti attuali escono. Koch Equity Development, da sola, finanzierà anche il percorso in tribunale con un prestito che può arrivare a 143 milioni.

La crisi nasce dalla fusione saltata con Shutterstock, un’operazione valutata 3,7 miliardi di dollari. A giugno Getty ha rinunciato, perché l’antitrust britannico aveva preteso da Shutterstock la cessione del ramo editoriale. Il conto è salato. L’amministratore delegato Craig Peters ha raccontato che in diciotto mesi di trattative la spesa per le consulenze aveva già superato 100 milioni.

Il conto non finisce qui. Restavano un debito pesante e le immagini prodotte dall’intelligenza artificiale, che attaccano il cuore del business di chi vende fotografie in licenza. Il comunicato citato da Forbes.it non indica quanto ciascuno di questi due fattori abbia pesato sul dissesto.

Nei documenti presentati in Delaware, davanti al giudice fallimentare, Getty colloca attività e passività in una forbice da 1 a 10 miliardi di dollari. Un intervallo così largo dice molto poco sul buco reale, e l’azienda non l’ha ristretto. Ora l’iter punta all’approvazione ufficiale del piano di riorganizzazione, con l’obiettivo di chiudere entro fine anno.

Nel frattempo Getty promette di lavorare come sempre. Peters ha dichiarato che il passaggio riguarda l’assetto patrimoniale e certe voci di debito estranee all’attività corrente, e che aiuterà a investire di più nei contenuti e nei servizi. Chi lavora con l’agenzia, dai fotografi ai fornitori, non dovrebbe subire effetti, ha assicurato. È una dichiarazione della società: tribunale e creditori diranno se il piano regge.

Per chi vende o compra immagini con Getty, per ora nulla cambia nell’immediato. La data da segnare è la fine dell’anno, quando dovrebbe arrivare la conferma del piano e si capirà chi ha davvero in mano l’azienda.

Notizia pubblicata da Forbes.it mercoledì 21 ottobre 2026, con i dettagli del deposito di Getty Images al tribunale fallimentare del Delaware.