Da mercoledì 28 ottobre chi fa il pieno di gasolio paga 4,9 centesimi al litro in meno. Lo sconto arriva con un decreto firmato dal ministero dell’Economia e da quello dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, e dura undici giorni: finisce il 7 novembre 2026. Money.it, che ha dato la notizia, lo definisce un ritorno a sorpresa.

Il meccanismo si chiama accisa mobile. Quando i prezzi dei carburanti salgono, lo Stato incassa più IVA del previsto, e quel surplus finanzia un taglio dell’imposta sul prodotto. Stavolta le risorse vengono dall’extragettito di settembre e sono circa 38,7 milioni.

I numeri del taglio sono semplici. L’accisa sul diesel passa da 672,90 a 632,90 euro ogni mille litri: quaranta euro in meno, cioè 4 centesimi al litro. Sul prezzo finale pesa anche l’IVA al 22%, che si calcola sopra l’accisa. Per questo lo sconto visto dall’automobilista sale a circa 4,88 centesimi, arrotondati a 4,9.

Basta per respirare? Non molto. Money.it ricorda che i tagli precedenti erano stati più consistenti, e che i listini restano molto alti. In modalità self service il gasolio costa in media 2,261 euro al litro, mentre la benzina sta a 2,015. In autostrada il diesel supera i 2,3 euro.

Il dato che colpisce è il sorpasso: il gasolio costa più della benzina, mentre in passato era il contrario. Il quotidiano online indica due cause, una fiscale e una geopolitica. La manovra per il 2026 ha riallineato le accise dei due carburanti: quelle sulla benzina sono scese un poco, quelle sul diesel sono salite un poco. Oggi pesano allo stesso modo, e il gasolio ha perso il vantaggio fiscale che aveva per decenni.

La seconda causa riguarda l’offerta. Le guerre mediorientali e la tensione attorno a Hormuz allungano i viaggi del petrolio verso l’Europa e fanno salire assicurazioni e costi di trasporto. Le raffinerie europee, inoltre, producono meno gasolio di quanto serva al mercato. Un prodotto più raro costa di più, e la benzina si fabbrica più facilmente in Europa, quindi risente meno delle crisi internazionali.

Si spiega anche perché la riduzione riguarda soltanto il diesel. La benzina serve soprattutto alle auto private. Il gasolio, invece, muove camion, trattori agricoli e consegne su strada.

Un altro limite sta nei tempi. Il taglio è finanziato con le entrate di un solo mese. Money.it non indica cosa accadrà dopo la scadenza del 7 novembre.

Chi guida un’auto diesel e deve fare rifornimento nelle prossime due settimane ha un motivo per non rimandare oltre il 7 novembre: dall’8 il prezzo alla pompa dipende di nuovo dai listini, senza lo sconto.

Secondo Money.it, articolo di Patrizia Del Pidio pubblicato mercoledì 28 ottobre 2026.