Chi riceve fringe benefit dall’azienda rischia una sorpresa in busta paga: i tetti esentasse previsti per il 2027 non si comportano come una franchigia. Superarli anche di un solo euro fa perdere l’agevolazione sull’intero importo ricevuto. Lo spiega QuiFinanza in un articolo di mercoledì 21 ottobre, scritto in vista della Manovra.

Sono fringe benefit i compensi in natura e i rimborsi che l’azienda dà ai propri dipendenti. Ne fanno parte buoni spesa e carburante, auto aziendale, dispositivi elettronici e il rimborso delle utenze: luce, gas, acqua.

Per il 2027 i tetti restano due. Il primo vale 1.000 euro l’anno per chi non ha figli a carico. Il secondo sale a 2.000 euro l’anno per chi ha figli fiscalmente a carico.

Il meccanismo conta più della cifra. Se il totale ricevuto in un anno resta sotto il limite, non si paga nulla. Se lo supera, anche di pochissimo, Irpef e contributi si calcolano su tutto quello che l’azienda ha dato, non soltanto sulla parte in più.

Un esempio fa capire il rischio. Un lavoratore con un figlio a carico riceve 2.001 euro di benefit nell’anno: il fisco tratta come imponibili tutti i 2.001 euro. Con 2.000 euro, invece, l’intera somma sarebbe rimasta esentasse. La differenza di un euro costa quindi l’imposta su duemila.

C’è poi una questione di calendario. Per stabilire in che anno cadono i rimborsi, vale il principio di cassa allargato. Tutto ciò che l’azienda versa fino al 12 gennaio 2027 rientra nel calcolo dell’anno prima. I pagamenti dal 13 gennaio 2027 contano per il nuovo anno fiscale.

Questa finestra può aiutare o danneggiare. Un rimborso arrivato a inizio gennaio pesa sul 2026, quindi può far sforare un tetto che sembrava lontano. Uno pagato dal 13 in poi parte invece da zero sul 2027.

Accanto ai fringe benefit, la Manovra prevede un secondo strumento per chi ha un premio legato ai risultati aziendali. Per il biennio 2026-2027 quel premio si tassa con un’imposta sostitutiva dell’1%, con un tetto di 5.000 euro lordi. Oltre quella cifra si torna alla tassazione ordinaria.

Il lavoratore può anche scegliere di trasformare il premio in welfare aziendale, per esempio con contributi alla pensione integrativa oppure a una cassa sanitaria. In quel caso la somma resta esentasse per intero. Secondo QuiFinanza, questa via corre separata e non consuma i tetti dei fringe benefit.

Chi ha benefit in busta paga farebbe bene a sommare ora tutto ciò che l’azienda ha già dato nel 2026 e a chiedere all’ufficio del personale quanto margine resta. Prima del 12 gennaio 2027 va controllato anche ciò che è in arrivo, perché quella data decide a quale anno finisce.

Secondo QuiFinanza, articolo di Emanuela Colatosti pubblicato mercoledì 21 ottobre 2026.