Foxconn ha chiuso il trimestre di aprile e giugno con un utile netto salito del 35%, a 1.610 milioni di euro. In dollari taiwanesi, la valuta di bilancio del gruppo, la cifra corrisponde a 59.970 milioni. Il risultato supera le stime degli analisti, ferme a 1.570 milioni di euro.
A spingere i conti è stata soprattutto la domanda di data center e server pensati per l’intelligenza artificiale, spesa che le grandi aziende tecnologiche stanno sostenendo su scala globale. I ricavi del trimestre sono arrivati a 68.100 milioni di euro, con un aumento del 41% su base annua. In valuta locale la cifra equivale a 2.530 miliardi di dollari taiwanesi.
La spinta arriva soprattutto dalla produzione di server ad alte prestazioni per il calcolo AI, un’area in cui Foxconn lavora anche per Nvidia, il principale produttore mondiale di chip usati nell’intelligenza artificiale.
Foxconn è conosciuta soprattutto come il grande assemblatore di elettronica di consumo per conto di altre aziende. Negli ultimi anni ha spostato una fetta crescente della propria manifattura verso i server per data center, un segmento a margini più alti rispetto all’assemblaggio tradizionale. Il gruppo non ha diviso i risultati per singola linea di prodotto, quindi non è possibile isolare quanto del balzo di utile arrivi davvero dai server AI rispetto al resto del business.
La redditività più alta della divisione server AI è un tema che circola da tempo nel settore dell’elettronica, ma in questi risultati Foxconn non l’ha confermata con una cifra propria: parla di crescita complessiva, non di margini per singolo segmento. È un dettaglio da tenere presente prima di leggere il balzo di utile come prova diretta che i server AI da soli rendano più degli altri prodotti del gruppo.
Per il trimestre in corso l’azienda si aspetta una crescita ancora sostenuta su base annua e definisce solide le prospettive per l’intero esercizio. Si tratta però di un’indicazione qualitativa: Foxconn non ha fornito una percentuale attesa, né per il trimestre né per l’anno intero. Nella nota diffusa insieme ai conti, il gruppo ha collegato la spinta dei ricavi soprattutto alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, definite il principale motore della sua crescita.
Per chi ha in portafoglio ETF o fondi legati al tema dell’intelligenza artificiale, Foxconn è spesso uno dei nomi meno conosciuti ma più esposti alla filiera: i suoi ricavi dipendono in larga parte dagli ordini dei grandi produttori di chip e dei gestori di data center, più che da un marchio riconoscibile sullo scaffale.
Secondo quanto riportato da Wall Street Italia, il dato conferma che gli ordini legati all’intelligenza artificiale restano il principale traino per i grandi fornitori della filiera elettronica asiatica. Per chi segue i titoli tecnologici collegati a questa filiera, il prossimo trimestre di Foxconn dirà se questo ritmo di crescita regge o comincia a rallentare.
Dati e dichiarazioni riportati da Wall Street Italia nell’articolo pubblicato il 12 agosto 2026.