I fondi pensione dei paesi OCSE hanno chiuso il 2025 con un patrimonio complessivo di 70.300 miliardi di dollari, in crescita dell’11,7% su base annua e ben oltre il +8,2% segnato nel 2024. Lo riporta Money.it, citando il rapporto Pension Markets in Focus pubblicato dall’OCSE lo scorso giugno. Fuori dall’area OCSE la crescita media è stata ancora più marcata, al 23,7%, complice anche il dollaro più debole rispetto alle altre valute.
Tra i mercati più sviluppati, gli Stati Uniti hanno segnato un aumento del 10,4%, arrivando a sfiorare 49.400 miliardi di dollari. L’Australia è salita del 10,7%, a 2.600 miliardi, grazie a un rendimento degli investimenti del 10% e alla stretta sui versamenti aziendali obbligatori, saliti dall’11% all’11,5% dal 1° luglio 2024. Nel Regno Unito il progresso è stato del 5,4%, per un totale di 3.000 miliardi. La Svezia ha guadagnato il 6,8%, sostenuta dai prodotti unit-linked e da un’esposizione azionaria più ampia.
Per le obbligazioni, invece, il 2025 ha segnato un anno complicato. I tassi sui titoli di Stato con scadenze più lunghe sono saliti, e questo ha eroso il valore dei portafogli a reddito fisso: a pagare il conto sono stati soprattutto i fondi con orizzonti temporali estesi o che seguono strategie di copertura del rischio tasso (LDI). I Paesi Bassi restano l’unico grande mercato con un calo, misurato in valuta locale, del 2,8% negli asset: le perdite sui bond, amplificate dalle coperture sui tassi d’interesse costruite in vista del cambio di sistema, che porterà il paese al modello previdenziale a contribuzione definita, spiegano il dato.
Le differenze di rendimento tra i paesi dipendono soprattutto dalle scelte di allocazione del portafoglio. Sul fronte azionario, nel 2025 i patrimoni hanno corso: l’indice MSCI World ha chiuso con un +21,1%, spinto dal comparto tech e delle telecomunicazioni Usa; gli emergenti, invece, sono saliti del 33,6%. I paesi più esposti alle azioni hanno quindi sovraperformato gli altri. La Polonia ha una quota azionaria record, il 90,4% del portafoglio, perché le norme locali lasciano poco spazio a comprare titoli di Stato: il risultato è il rendimento più alto di tutta l’area OCSE, il 34,4%. All’opposto, tra i mercati con un’allocazione azionaria più prudente, la Corea del Sud si ferma allo 0,1%, la Repubblica Ceca al 10,3% e la Germania all’8,3%, con risultati complessivi decisamente più contenuti. Nelle giurisdizioni fuori dall’OCSE gli investimenti restano invece ancorati soprattutto ai titoli di Stato, con un approccio più prudente.
Per chi ha un fondo pensione o un piano previdenziale integrativo, il dato indica quanto conti la linea di investimento scelta. Chi negli ultimi anni ha puntato su comparti più esposti alle azioni ha visto crescere il capitale molto più di chi è rimasto su linee garantite o obbligazionarie. Conviene rivedere l’allocazione della propria posizione previdenziale prima della prossima finestra di cambio comparto, soprattutto se mancano ancora più di dieci anni alla pensione.
Dati tratti dal rapporto OCSE Pension Markets in Focus, riportati da Money.it il 9 settembre 2026.