Il governo di Giorgia Meloni sta studiando una flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio dei lavoratori dipendenti con meno di 35 anni, da inserire nella manovra 2027. Lo riporta QuiFinanza, che ha ricostruito il meccanismo della proposta. Per ora è soltanto un’ipotesi, e va ancora scritta nei dettagli.

A lanciare l’idea è stato Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia: costerebbe all.incirca 350 milioni di euro. Non sarebbe un bonus versato in busta paga e nemmeno un contributo una tantum. L’aliquota agevolata scatterebbe solo sulla parte di retribuzione in più, mentre il resto dello stipendio continuerebbe a pagare l’Irpef ordinaria.

Il vantaggio cambia molto da una fascia di reddito all’altra, perché l’Irpef è progressiva e la flat tax no. Prendiamo un aumento di 1.000 euro lordi l’anno, tutto ammesso al regime agevolato. Con il 5% il prelievo sarebbe di 50 euro e ne resterebbero 950, prima di contributi previdenziali e altre voci che incidono sul netto.

Con l’Irpef ordinaria il conto è diverso per ciascuno dei tre scaglioni:

  • Fino a 28.000 euro di reddito l’aliquota è del 23%: l’imposta sull’aumento è di 230 euro, il netto di 770, e con la flat tax si risparmiano 180 euro.
  • Nella fascia da 28.001 a 50.000 euro l’aliquota sale al 33%: il prelievo è di 330 euro, il netto di 670, e il risparmio arriva a 280 euro.
  • Oltre i 50.000 euro l’aliquota è del 43%: si pagano 430 euro, restano 570, e il risparmio è di 380 euro.

Il beneficio cresce quindi con il reddito. Chi guadagna di più ha più da guadagnare dalla misura, perché la sua aliquota ordinaria sugli aumenti è più alta. Questo è un effetto del meccanismo descritto da QuiFinanza, non un giudizio sulla proposta.

Sui contributi previdenziali il quadro è meno favorevole. Anche se il Parlamento approvasse la misura e la portasse nella legge di bilancio per il 2027, la riduzione dell’imposta non taglierebbe in automatico i contributi dovuti. Salvo deroghe specifiche, continuerebbero a essere calcolati con le regole ordinarie.

Il nodo più grosso riguarda quali aumenti entrerebbero nell’agevolazione. Il ministro ha citato gli aumenti in generale, però non esiste ancora una disciplina che elenchi le voci interessate. Non è chiaro se conterebbero solo gli incrementi dei rinnovi dei contratti collettivi, oppure anche quelli negoziati direttamente col datore. Pensa agli aumenti dopo una promozione, nuove responsabilità o una progressione di carriera.

Ogni tipo di aumento ha caratteristiche sue e potrebbe seguire regole proprie. Non si può dare per scontato che rientrino tutte nella misura, né che le diverse agevolazioni si possano sommare.

Chi ha meno di 35 anni e sta trattando un aumento non deve contare ora su questo risparmio. Il testo della manovra 2027 dirà se la misura esiste davvero, quali aumenti coprirà e se i contributi restano fuori dallo sconto.

Secondo QuiFinanza, articolo di Federica Petrucci pubblicato il 15 ottobre 2026.