Per la fisioterapia inserita nel 730/2026 non basta guardare lo scontrino: conta prima di tutto dove è stata fatta la seduta. Se la struttura è pubblica o privata accreditata al Servizio Sanitario Nazionale, la detrazione del 19% resta valida anche pagando in contanti. Se invece la struttura è privata e non accreditata, il fisco riconosce la spesa solo con un pagamento tracciabile: bancomat, carta di credito, bonifico o assegno.

La regola risale alla Legge di Bilancio del 2020, che dal 1° gennaio di quell’anno ha legato buona parte delle detrazioni Irpef al modo in cui il contribuente salda il conto, non più solo alla fattura o alla ricevuta fiscale. Le spese sanitarie, però, restano tra le eccezioni parziali: il criterio decisivo è la natura della struttura, non l’importo o il tipo di terapia.

Chi si cura in una clinica privata senza accreditamento e paga in contanti perde interamente il diritto alla detrazione, anche se conserva fattura e ricevuta in regola. Non esiste una soglia sotto cui il contante torna ammesso: la distinzione è binaria, struttura accreditata contro struttura non accreditata, e vale per ogni cifra spesa nell’anno. Lo stesso principio si applica agli acquisti in farmacia, che restano detraibili anche pagati in contanti.

Sul piano pratico, chi prenota una seduta in un centro privato dovrebbe verificare l’accreditamento prima di scegliere come pagare, non dopo aver ricevuto la fattura. Un centro può cambiare regime da un anno all’altro, e l’accreditamento non è sempre indicato in modo visibile sul sito o in reception: conviene chiederlo direttamente all’amministrazione della struttura.

La franchigia applicata alle spese sanitarie resta quella ordinaria: la detrazione del 19% scatta solo sulla parte che supera la soglia fissata dalla norma, sommando tutte le spese mediche detraibili sostenute nell’anno e non la sola fisioterapia. Chi ha già superato quella soglia con altre visite o esami nel corso dell’anno porta in detrazione l’intero importo della fisioterapia pagata con mezzo tracciabile, senza dover applicare una seconda franchigia separata.

Per chi deve ancora completare un ciclo di sedute prima della fine dell’anno fiscale, la scelta del centro pesa quanto la scelta del pagamento: prenotare in una struttura accreditata toglie il vincolo sul metodo di saldo, mentre una struttura privata non accreditata impone di usare da subito carta o bonifico per non perdere il beneficio in dichiarazione. Verificare questo dettaglio prima di prenotare evita di scoprire a maggio, in fase di compilazione del 730, che mesi di sedute pagate in contanti non danno diritto ad alcuno sconto fiscale.

Secondo quanto riportato da Money.it il 25 agosto 2026, la distinzione tra strutture accreditate e non accreditate resta il criterio che determina il diritto alla detrazione.