A settembre il calendario fiscale torna denso dopo la pausa di agosto. Cade tutto entro fine mese: la dichiarazione dei redditi precompilata, una rata della vecchia rottamazione delle cartelle e una serie di obblighi periodici legati all’Iva.

Il termine più atteso riguarda la dichiarazione dei redditi in forma semplificata, che va inviata entro il 30 del mese tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, un Caf, un professionista abilitato o il proprio datore di lavoro. Chi salta questa strada può ancora usare il modello ordinario Redditi, con scadenza spostata al 2 novembre: quell’anno il 31 ottobre finisce di sabato, giorno non lavorativo per gli uffici. La differenza non è solo di calendario: chi opta per Redditi perde il conguaglio automatico sulla pensione o direttamente in busta.

Stessa data, il 30, anche per chi ha aderito alla definizione agevolata delle cartelle nota come rottamazione-quinquies: la seconda rata va versata con l’interesse annuo del 3% che decorre dal primo agosto. Su questa scadenza intermedia non è previsto alcun margine di tolleranza, a differenza di quanto succede per altre rate del piano. Chi rischia di arrivare in ritardo dovrebbe muoversi con qualche giorno di anticipo, perché saltare la rata fa decadere il beneficio.

Il 16 arriva invece l’appuntamento mensile per lavoratori autonomi e imprese: si versa l’Iva di agosto per chi liquida mensilmente, insieme alla settima rata di chi ha rateizzato il saldo 2025, oltre alle ritenute Irpef e ai contributi Inps sui compensi pagati nello stesso mese. Il 25 tocca invece a chi ha operazioni con l’estero all’interno dell’Unione: gli elenchi riepilogativi mensili vanno trasmessi in via telematica.

Sempre il 30 settembre si concentrano altri due obblighi meno noti ma ricorrenti: la comunicazione trimestrale delle liquidazioni periodiche Iva e il bollo sulle fatture elettroniche del secondo trimestre. Se la somma di quanto dovuto nel primo e nel secondo trimestre resta sotto i 5.000 euro, il versamento del bollo può slittare al 30 novembre, un dettaglio che vale solo per chi resta sotto quella soglia specifica e non per tutte le partite Iva.

Il mese porta anche una fila di appuntamenti minori: dal termine per chi è stato colpito dall’alluvione e ha una rata sospesa, alla correzione dell’elenco predisposto dall’Agenzia sull’imposta di bollo, fino al ravvedimento per chi non ha versato per intero l’acconto Imu di giugno. A metà mese si aggiungono la fatturazione differita di agosto e una rata della sanatoria concordato preventivo biennale per i soggetti ISA, mentre a fine mese chiudono anche il flusso Uniemens sulle retribuzioni e la richiesta di rimborso dell’Iva assolta in un altro paese Ue nel 2025.

Per chi ha partita Iva, la cosa più utile non è ricordare ogni singola data ma isolare quelle che comportano un esborso reale entro il 30: il saldo del regime forfettario o ordinario che sia, la rata della rottamazione e il bollo elettronico, se dovuto. Segnare in agenda proprio quel giorno evita che tre scadenze diverse arrivino tutte insieme senza liquidità pronta in azienda.

Calendario e importi riportati da Money.it in un articolo di Patrizia Del Pidio pubblicato sabato 29 agosto 2026.