Larry Fink, numero uno di BlackRock, sostiene che fermare la costruzione di data center farebbe cadere in recessione l’economia americana. Lo ha detto a Cnbc mercoledì 14 ottobre, dopo la pubblicazione dei conti del terzo trimestre della sua società. Secondo Fink, una parte consistente dell’economia americana dipende ormai dagli investimenti in queste strutture.
Il tema è politico prima che finanziario. Fink parla di una “sorta di moratoria” e la considera un rischio concreto, perché a suo giudizio il problema non sono i data center. Attribuisce molte preoccupazioni alla disinformazione e rivendica il loro peso sull’occupazione: hanno fatto crescere la richiesta di manodopera per i cantieri, per le infrastrutture energetiche e per i componenti che servono a far girare l’intelligenza artificiale.
L’opinione pubblica americana la vede diversamente. Lo dice il Pew Research Center, il cui sondaggio vede il 49% o più degli intervistati giudicare i data center prevalentemente dannosi. Le critiche riguardano l’ambiente, le bollette di casa e il benessere di chi abita nelle vicinanze.
Sul piano legislativo, la proposta esiste. I deputati André Carson e Alexandria Ocasio-Cortez, entrambi democratici, e il senatore indipendente Bernie Sanders hanno presentato in estate l’AI Data Center Moratorium Act. Il testo vuole introdurre garanzie per l’ambiente e per chi lavora, e vietare l’export di infrastrutture di calcolo dedicate all’IA verso i Paesi senza garanzie adeguate. La legge è però ferma alle prime fasi dell’esame in commissione.
Dall’altra parte c’è la Casa Bianca. Il presidente Donald Trump appoggia con decisione la crescita dell’IA e i data center che la sostengono. Invita le comunità locali ad accoglierli e dice che quelle contrarie resteranno indietro e povere.
La posta in gioco si misura in cifre. McKinsey, società di consulenza direzionale, stima che nel mondo gli investimenti in data center arrivino entro il 2030 a un valore vicino ai 7mila miliardi, in dollari. Oltre il 40% di quella spesa, sempre per McKinsey, si concentrerebbe negli Stati Uniti. Sono queste le dimensioni che Fink ha in mente quando lega le strutture alla tenuta dell’economia.
C’è però un limite da segnalare. La previsione di recessione è una sua valutazione, pronunciata in un’intervista. Nei dati disponibili non compare nessuna stima di quanto una moratoria costerebbe al prodotto interno lordo americano.
Resta il fatto che Fink parla da una posizione solida. BlackRock ha chiuso il trimestre battendo le attese, con 2,6 miliardi di dollari di utile netto. Dopo i conti l’azione sale leggermente e vale 1.067 dollari, ma da gennaio perde lo 0,5%.
Per chi investe in azioni legate all’IA e alle infrastrutture di calcolo, il passaggio da seguire è l’iter in commissione dell’AI Data Center Moratorium Act: finché la legge non avanza, lo scenario descritto da Fink resta un’ipotesi.
Secondo Forbes Italia, che ha pubblicato la notizia il 15 ottobre 2026, Larry Fink ha parlato a Cnbc mercoledì 14 ottobre.