FinecoBank ha continuato a salire a Piazza Affari giovedì 5 novembre, dopo che il consiglio ha approvato i risultati dei nove mesi. Alle 14
l’azione valeva 23,11 euro, con un guadagno del 4,15%. L’indice FTSE MIB avanzava di appena lo 0,53%. Mercoledì 4 novembre il titolo aveva già chiuso a +4,37%.Il motore è il terzo trimestre, che ha superato le aspettative grazie alle spese. L’utile netto è stato di 188,1 milioni di euro, il 15,6% in più su base annua e il 3,9% in più sul secondo trimestre. Secondo Intermonte, il risultato sta sopra del 6% rispetto alla propria stima e del 5% rispetto al consenso degli analisti.
A fare la differenza sono stati i costi operativi: 90,1 milioni, il 7,8% in meno rispetto al trimestre precedente. Sia Intermonte sia il consenso prevedevano circa 96 milioni. Meno spese su ricavi stabili allargano il margine.
I ricavi del trimestre sono rimasti quasi fermi a 372,1 milioni, ma le aree hanno viaggiato a velocità diverse. Il Brokerage ha perso il 16,4% sul secondo trimestre per i minori volumi sui mercati, anche se resta sopra del 9,5% su dodici mesi. Hanno coperto il buco Investing (+6,5%), il margine finanziario (+2,6%) e Banking (+9,7%).
Sull’intero periodo da gennaio a settembre l’utile netto dell’operatività corrente ha raggiunto 531,5 milioni, con un aumento del 10,6%. Quel dato esclude 3 milioni netti di costo una tantum, legati all’uscita concordata di un dirigente. Includendoli, l’utile scende a 528,5 milioni, cioè cresce del 10%. I ricavi dei nove mesi sono saliti del 12% a 1.085,9 milioni. Il cost/income, la quota dei ricavi che se ne va in costi operativi, è al 26%.
Pesa molto sul titolo la revisione delle previsioni. Per il 2026 Fineco ora stima spese in aumento intorno al 5%, contro il 6% indicato a fine luglio, e un cost/income tra il 26% e il 27%. Per la prima volta arriva anche un’indicazione sul 2027: costi che dovrebbero migliorare in modo materiale su quest’anno, mentre il margine finanziario dovrebbe crescere con decisione. Il payout, cioè la quota di utile distribuita agli azionisti, resta tra il 70% e l’80%.
Il lato commerciale sostiene il quadro. Ottobre ha portato 1,67 miliardi di raccolta netta, in rialzo del 28% su ottobre 2025, e 25.810 nuovi clienti: è il massimo di sempre, con una crescita del 34%. Da gennaio i clienti acquisiti sono 210.035, mentre il patrimonio complessivo tocca 179,6 miliardi. L’amministratore delegato Alessandro Foti ha attribuito il risultato anche alle giovani generazioni di clienti e al passaggio di ricchezza tra generazioni.
Il risparmio gestito sale, ma più piano. Azimut guadagnava il 2,16%, Banca Mediolanum l’1,85%, mentre Banca Generali si fermava allo 0,99%. Nel comunicato la banca descrive l’intelligenza artificiale come strumento per lavorare meglio, con il progetto BOOST che rivede i processi interni. A febbraio i timori sull’AI avevano pesato sul titolo. Lo racconta Money.it, che ha seguito la giornata di Borsa.
Sul grafico il prezzo sta sopra le medie mobili a 50 e 200 sedute, che passano da 22,04 e 21,66 euro, e a ridosso di 23,07 euro, il livello del 38,2% di Fibonacci misurato sulla risalita di sei mesi. Il massimo a 52 settimane è a 24,86 euro. Se la spinta si esaurisce, il primo appoggio è nell’area di 22,35 euro.
Il prossimo appuntamento da segnare è il 10 febbraio 2027, con l’aggiornamento del piano industriale fino al 2029.
Secondo Money.it, che ha pubblicato la notizia giovedì 5 novembre 2026 con i conti di FinecoBank al 30 settembre.