Il dicastero guidato da Francesco Lollobrigida ha reso operativo il decreto che stanzia 136 milioni per le aziende agricole alle prese con il rincaro dei concimi, così da compensarne almeno in parte i costi aggiuntivi. Il provvedimento porta la firma del suo ministero ed è diventato esecutivo questa settimana.

Il budget arriva da due canali diversi. Oltre 45 milioni provengono dalla riserva europea destinata alle crisi agricole, il fondo comunitario che l’Unione attiva quando un evento esterno fa impennare i costi di produzione in un intero comparto. I restanti 91 milioni sono risorse nazionali, aggiunte dopo che il ministero ha giudicato insufficiente la sola quota europea.

Le risorse copriranno fino al 50% dell’aumento dei prezzi dei fertilizzanti registrato dalle coltivazioni che ne usano di più: cereali come grano, riso e mais, insieme a olio d’oliva, nocciolo, barbabietola da zucchero e colza. Sono le filiere dove il concime pesa di più sul costo totale della produzione, e quindi quelle dove il rincaro si è sentito prima.

Il Masaf stima che la platea coinvolta arrivi a 547mila agricoltori italiani. L’aiuto verrà versato come importo fisso a ettaro coltivato, accreditato direttamente sui conti dei beneficiari. Non servirà presentare domande o documentazione aggiuntiva: un dettaglio che conta, perché nelle misure di sostegno agricolo degli anni scorsi era spesso proprio la burocrazia a ritardare i pagamenti di mesi.

Lollobrigida ha collegato l’origine del rincaro alla crisi nello stretto di Hormuz, che ha spinto in alto i prezzi delle materie prime energetiche usate per produrre i concimi. Secondo il ministro, il governo ha prima negoziato con Bruxelles i 45 milioni della riserva di crisi e poi ha chiesto al collega dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, la quota nazionale rimanente per arrivare alla cifra complessiva.

Il ministro ha anticipato che seguiranno altri interventi, citando in particolare un piano più ampio, “Coltiva Italia”, pensato per programmare risorse pluriennali per l’intero settore. Non ha indicato una data di presentazione né un budget: finché quel piano resta senza contorni definiti, il decreto sui fertilizzanti è l’unica misura concreta oggi sul tavolo, non un primo tassello di un percorso già scritto.

Resta un punto che il decreto non chiarisce: come verrà calcolato l’aumento di riferimento per ogni azienda, visto che i prezzi dei fertilizzanti sono saliti in modo diverso da zona a zona e da fornitore a fornitore. Da quel dettaglio tecnico dipende quanto, in pratica, ogni singola azienda finirà per ricevere.

Per le imprese agricole che rientrano nelle colture indicate, conviene verificare fin da ora presso i Centri di assistenza agricola i requisiti per l’accredito automatico, così da non perdere la prima finestra di pagamento dei fondi.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore nell’edizione di mercoledì 16 settembre, il decreto è stato firmato dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.