Secondo Money.it, tra il 27 luglio e il 2 agosto si concentra una settimana fitta di dati macroeconomici da Stati Uniti, Eurozona e Italia, con il FOMC, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, come evento centrale. Il comitato si riunisce il 28 e 29 luglio e annuncia la decisione sui tassi il secondo giorno, quando Jerome Powell terrà la consueta conferenza stampa da presidente. Il mercato si aspetta che il costo del denaro resti invariato, con i fed funds visti intorno al 3,75%.

Prima dell’annuncio, gli investitori avranno già in mano diversi segnali. Il 27 luglio arrivano i numeri di giugno sugli ordinativi americani di beni durevoli, un segnale anticipato su quanto le aziende statunitensi investono in nuovi impianti e macchinari. Il giorno dopo tocca all’indice Case Shiller, che segue il valore delle abitazioni in venti grandi aree urbane americane, e alla fiducia dei consumatori misurata dalla Conference Board: due letture che la Fed osserva per capire se il rallentamento resta sotto controllo.

Il 30 luglio, un giorno dopo la decisione sui tassi, esce la lettura preliminare del PIL per il secondo trimestre insieme al PCE core, la misura di inflazione a cui la banca centrale guarda con più attenzione. Un’inflazione più rigida del previsto renderebbe la Fed più prudente sui tagli nei mesi successivi. Un raffreddamento rapido, al contrario, aprirebbe subito lo spazio per un allentamento.

La Banca Centrale Europea ha già fissato i tassi nella riunione del 22 e 23 luglio, ma la settimana porta comunque i numeri che diranno se serve ancora muoversi. Il 27 luglio si vedono i flussi di credito bancario verso imprese e famiglie e la crescita della massa monetaria M3 di giugno, dati che raccontano quanto la stretta monetaria sta davvero rallentando i prestiti. L’Eurostat pubblica, il 30 luglio, la stima flash del PIL del secondo trimestre e la disoccupazione di giugno, mentre il giorno dopo tocca all’inflazione preliminare di luglio. Il caro servizi resta il punto debole su cui la BCE fatica a incidere.

Per l’Italia la settimana unisce numeri sull’economia reale e appuntamenti sul debito pubblico. Il Tesoro colloca BTP a breve scadenza il 28 luglio e BOT semestrali il giorno dopo, aste che mostrano quanto gli investitori chiedono per finanziare lo Stato con tassi ancora sostenuti. L’Istat diffonde, il 29 luglio, le vendite industriali di maggio, utili per capire se ordini interni ed esteri delle fabbriche tengono. Il 30 luglio arrivano il PIL anticipato del secondo trimestre, il dato sulla disoccupazione e i prezzi alla produzione, seguiti il 31 luglio dall’inflazione preliminare, che in Italia si muove in modo più ampio rispetto alla Germania, e dalla fiducia di imprese e famiglie.

Chi ha un mutuo a tasso variabile o titoli di Stato in portafoglio dovrebbe seguire in particolare due appuntamenti: le parole di Powell del 29 luglio e l’inflazione italiana del 31 luglio. Sono i due dati che nei prossimi giorni possono spostare le attese sui tassi da entrambe le sponde dell’Atlantico.

Dati e calendario macroeconomico riportati da Money.it nell’articolo pubblicato il 26 luglio 2026.