La manovra per il 2027, nella bozza di Bilancio, raddoppia la ritenuta sui pagamenti delle fatture elettroniche tra imprese. Lo prevede l’articolo 35 del testo che il Consiglio dei Ministri ha varato il 28 ottobre e che ora aspetta il voto delle Camere, come ricostruisce Money.it. Per chi lavora con la partita IVA, la novità pesa sulla cassa prima ancora che sulle tasse.
Le aliquote cambiano in modo netto. Con la manovra precedente erano previsti lo 0,5% per il 2028 e l’1% per il 2029. Il nuovo testo porta la trattenuta all’1% dal primo gennaio 2028 e al 2% dal primo gennaio 2029.
Il meccanismo è quello della sostituzione d’imposta. Chi paga una fattura non gira al fornitore l’intera somma: ne trattiene una quota e la versa direttamente all’Erario come acconto. La percentuale si applica all’imponibile, quindi al netto dell’IVA.
Un esempio rende l’idea. Immagina una fattura di 1.000 euro: nel 2028 il cliente trattiene 10 euro e ne accredita 990 al fornitore. I 10 euro trattenuti vanno allo Stato, che li considera un anticipo sulle imposte del fornitore.
La regola riguarda le cessioni di beni e le prestazioni di servizi tra soggetti residenti in Italia o stabili organizzazioni italiane. Restano fuori alcune categorie, per non pesare sulle agevolazioni e non colpire due volte lo stesso reddito:
- i contribuenti in regime forfettario;
- chi ha aderito al concordato preventivo biennale;
- chi aderisce al regime collaborativo con il Fisco;
- le partite IVA che subiscono già una ritenuta d’acconto;
- le operazioni sui bonus edilizi, dove il bonifico parlante prevede già la trattenuta.
L’obiettivo dichiarato è contrastare l’omessa dichiarazione e i mancati versamenti. Intercettare la somma al momento del pagamento, e lasciarne traccia, riduce il rischio che l’imposta sparisca a fine anno. Per le casse pubbliche, il 2028 porterebbe oltre 734 milioni. Dal 2029, a misura avviata, l’incasso annuo sfiora 1,5 miliardi di euro.
Il conto per le imprese è meno lineare. Anticipare allo Stato una quota delle imposte significa avere meno denaro disponibile, con un effetto diretto sui flussi di cassa. C’è poi un costo organizzativo: la contabilità e i programmi di fatturazione vanno aggiornati, perché devono calcolare le trattenute e poi versarle.
Il testo, però, non è ancora legge. Ha appena cominciato il percorso parlamentare e può cambiare in modo sostanziale prima dell’approvazione definitiva. Il via libera deve arrivare entro fine anno, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre al più tardi, così da applicare la manovra da gennaio 2027. La ritenuta scatterebbe solo un anno dopo.
Chi emette o paga fatture B2B ha quindi circa due anni per prepararsi. Il primo dato da guardare è il testo che uscirà dalle Camere a dicembre: se le aliquote restano all’1% e al 2%, conviene aggiornare gestionale e piano di cassa prima del 2028.
Secondo Money.it, che ha pubblicato la notizia il 3 novembre 2026, la misura è contenuta nell’articolo 35 della bozza di manovra 2027.