I sindacati dei metalmeccanici di Taranto hanno chiesto un incontro urgente con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e con la premier Giorgia Meloni. Entrambi saranno in città giovedì 20 agosto per l’apertura dei Giochi del Mediterraneo. La richiesta arriva mentre il progetto industriale per rilevare gli stabilimenti dell’ex Ilva resta, nelle parole di chi lo propone, un’ipotesi ancora tutta da verificare. Il tempismo non è casuale: raramente le due massime cariche istituzionali passano da Taranto nello stesso giorno.

Fim, Fiom e Uilm hanno inoltrato la richiesta insieme, per il tramite del prefetto di Taranto, Ernesto Liguori. La Usb ha aderito alla stessa iniziativa. L’Ugl ha scelto invece la strada di una richiesta separata, ma con lo stesso obiettivo: ottenere un confronto diretto con i due vertici istituzionali sul futuro occupazionale del polo siderurgico. Alla mobilitazione si sono affiancate anche le associazioni datoriali del territorio, con una richiesta analoga: Federmanager, Aigi, Confartigianato Taranto, Confapi Taranto e Confindustria Taranto. Un fronte compatto tra lavoratori e imprenditori locali, che raramente coincidono sulle stesse richieste, dice da solo quanto sia sentita la posta in gioco.

Sullo sfondo resta il dossier che Economix segue da giorni. Federacciai, l’associazione dei produttori di acciaio, e altre aziende del comparto siderurgico hanno presentato una manifestazione d’interesse per un nuovo soggetto societario destinato a rilevare parte degli impianti dell’ex Ilva. La lettera è stata indirizzata a Project Sider, l’advisor che segue la procedura per conto delle due società in amministrazione straordinaria. Il documento precisa che l’iniziativa ha carattere esclusivamente preliminare: non equivale a un’offerta e non impegna nessuna delle parti a procedere.

È proprio questa natura non vincolante a spiegare perché sindacati e imprenditori cerchino ora un canale politico diretto. Un incontro con il capo dello Stato non cambia i termini del dossier industriale. Alza però il profilo pubblico della vicenda, in un momento in cui i riflettori nazionali restano comunque puntati su Taranto per l’evento sportivo. Per prassi istituzionale, Mattarella non entra nel merito delle trattative societarie. La sua sola presenza, però, può spingere il governo a fissare tempi più stretti per verificare le condizioni da cui dipende l’operazione.

Chi lavora negli stabilimenti coinvolti ha un motivo concreto per seguire l’esito di queste ore. Se l’incontro si terrà davvero, e se produrrà un impegno pubblico da parte dell’esecutivo, la trattativa potrebbe uscire dalla sola fase di manifestazione d’interesse più in fretta di quanto previsto finora. In caso contrario, il rischio è che l’attenzione mediatica dei Giochi del Mediterraneo si esaurisca senza lasciare in eredità nessuna scadenza vincolante per Roma.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore il 19 agosto 2026, la richiesta di incontro è stata inoltrata attraverso la prefettura di Taranto.