eToro ha raggiunto un accordo per acquisire TradeZero, il broker online che serve soprattutto trader attivi negli Stati Uniti. Il corrispettivo potrebbe toccare 231 milioni di dollari. È il passo con cui eToro punta ad ampliare la sua presenza nel mercato americano, il più competitivo al mondo per gli investitori retail. L’operazione arriva mentre eToro continua a spingersi oltre i confini europei, dove ha costruito buona parte della sua base di utenti.

TradeZero è nata nel 2015 e porta a eToro tecnologie di trading proprietarie, una licenza da broker-dealer attiva su più mercati e una community di trader molto coinvolta, oltre a un canale diretto verso il mercato canadese. Il gruppo è attivo negli Stati Uniti, ha una presenza in Canada e tocca altri mercati internazionali, un raggio d’azione che eToro da sola non aveva ancora costruito. Per una piattaforma che vuole offrire sempre più servizi finanziari sotto lo stesso tetto, comprare l’accesso a quei mercati è più veloce che costruirlo da zero.

Il fondatore e amministratore delegato di eToro, Yoni Assia, ha descritto l’operazione come uno snodo importante nella costruzione del business della società negli Stati Uniti. Lì eToro fatica storicamente a competere con i broker locali. Il co-fondatore di TradeZero, Daniel Pipitone, ha parlato di un passaggio naturale per il proprio team. La scala di eToro, con i suoi milioni di utenti, apre margini di crescita che TradeZero da sola non avrebbe raggiunto altrettanto in fretta.

Nell’ultimo anno TradeZero ha fatturato 80 milioni di dollari, con un margine lordo dell’81 per cento. Sono numeri che spiegano perché eToro sia disposta a pagare quasi tre volte quella cifra per l’operazione. Il pacchetto prevede anche una componente azionaria: un massimo di 2,5 milioni di nuove quote di classe A, oltre alla parte in contanti. Secondo Forbes.it, gli utili per azione dovrebbero crescere già dal primo anno. La previsione arriva però dalla stessa eToro, non da un’analisi indipendente, un dettaglio che chi valuta il titolo eToro dovrebbe tenere presente.

Il comunicato diffuso da eToro non spiega come cambierà l’offerta commerciale una volta completata l’integrazione, né se i clienti di TradeZero manterranno le stesse condizioni operative attuali. È un dettaglio che pesa. Fondere due piattaforme di trading richiede mesi di lavoro tecnico, e la cronaca recente del settore fintech è piena di integrazioni rimandate oltre le previsioni iniziali.

L’operazione resta condizionata al via libera delle autorità competenti e non dovrebbe chiudersi prima della prima metà del 2027, un orizzonte che lascia più di un anno di margine per eventuali intoppi regolatori. Fino ad allora, eToro e TradeZero continueranno a operare come società separate.

Per chi ha un conto di trading su eToro, il vantaggio concreto arriverà solo quando l’integrazione porterà davvero l’accesso diretto ai mercati Usa e canadese promesso oggi. Fino a quel momento, il dato da monitorare è il sì delle autorità Usa, non l’annuncio dell’acquisizione in sé.

Dati e dichiarazioni riportati da Forbes.it nell’articolo pubblicato il 12 agosto 2026.