L’Emilia-Romagna ha approvato una legge sul microcredito sociale: prestiti fino a 10.000 euro, da rimborsare in cinque anni, per le famiglie che si ritrovano senza margine dopo un imprevisto. Il fondo parte con tre milioni di euro e copre il triennio che finisce nel 2028, secondo quanto riporta Open.
Il prestito non riguarda solo chi perde il lavoro. La legge guarda anche a separazioni, lutti, sfratti e all’assistenza a un parente che ne ha bisogno. Sono eventi che svuotano il conto corrente in poche settimane, e chi non ha risparmi da parte rischia di indebitarsi male.
Il fondo sarà gestito insieme all’Ente nazionale per il microcredito. Servirà a garantire i prestiti, a pagare tutoraggio e gestione e a finanziare i servizi di supporto sul bilancio familiare. Secondo il Resto del Carlino, le prime somme dovrebbero arrivare a inizio 2027.
Sui requisiti, la Regione parla di selezione in base all’Isee e ad altri indicatori di fragilità, ma questi indicatori non sono ancora stati resi noti. Non sono ancora state elencate nemmeno le spese finanziabili: l’elenco arriverà in un secondo momento. Ogni richiesta passerà da una verifica di sostenibilità, pensata per evitare che il prestito diventi un debito in più.
Chi viene scelto riceverà anche corsi di educazione finanziaria e un aiuto a tenere in ordine i conti di casa. Il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha descritto la misura come un intervento di “legalità sostanziale”. Il rischio che vuole fermare, ha spiegato, è che una persona fragile, davanti a una spesa improvvisa, finisca nel sovraindebitamento e poi nelle mani degli usurai.
Il bisogno ha numeri precisi. L’assessora regionale alla Legalità, Elena Mazzoni, ha ricordato che in regione vivono in povertà relativa 132.000 famiglie. Il 14% di loro fatica ad affrontare spese impreviste.
Il fondo è pensato per rigenerarsi. Ogni rata restituita torna disponibile per un nuovo beneficiario, e l’obiettivo è arrivare nel tempo a un volume di prestiti più alto dello stanziamento iniziale. In caso di emergenza, la Regione può rimpinguarlo con altre risorse pubbliche. Sui rimborsi la Regione dice che a non tornare indietro è soltanto una quota tra il 4 e il 5%. Il dato arriva dall’ente stesso e, per ora, non c’è una verifica indipendente.
Resta un nodo politico. A Bologna il sindaco Matteo Lepore aveva già annunciato una misura quasi identica, chiamata “Bologna ti sostiene”. La Regione assicura che le due iniziative non si sovrapporranno e che ci lavorava da mesi. Come verranno coordinate, però, non è stato spiegato.
Tre milioni sono una cifra contenuta rispetto a 132.000 famiglie in difficoltà. Il fondo però non presta euro per euro: garantisce i crediti e paga anche tutoraggio, gestione e servizi di supporto.
Chi pensa di rientrare tra i beneficiari farebbe bene a controllare l’Isee aggiornato adesso. I criteri definitivi e la data di apertura delle domande saranno il dato da seguire nei prossimi mesi, in vista delle prime erogazioni di inizio 2027.
Notizia pubblicata da Open l’8 ottobre 2026, con le prime erogazioni attese a inizio 2027 secondo il Resto del Carlino.