Il governo valuta di riportare, dal 2027, l’aliquota dell’Ecobonus al 65% per chi ristruttura la prima casa puntando sull’efficientamento energetico. L’ipotesi, riportata da Money.it, punta a evitare la riduzione delle detrazioni edilizie già scritta nelle regole attuali.

Se la prossima Legge di Bilancio non cambia le regole attuali, l’aliquota scende al 36% per la prima casa e al 30% per le altre abitazioni dal prossimo anno. Il taglio quasi dimezzerebbe l’incentivo rispetto al livello ipotizzato ora, con un effetto diretto sulla convenienza di lavori come un nuovo impianto di riscaldamento o l’isolamento delle pareti.

Il finanziamento potrebbe arrivare dal margine di bilancio di 14 miliardi di euro al centro della richiesta della Commissione Europea all’Italia. Legare quella cifra agli incentivi energetici servirebbe anche ad allineare l’Italia alla direttiva Case Green, che impone agli edifici di azzerare le emissioni entro il 2050.

Manca ancora un elenco ufficiale degli interventi che potrebbero rientrare nella detrazione più alta. Tra le ipotesi allo studio figurano porte e finestre più isolanti, un cappotto termico più efficace, pompe di calore o impianti ibridi per riscaldare, pannelli solari termici, sistemi domotici per monitorare i consumi e punti di ricarica per le auto elettriche.

Il rischio, se l’aliquota resta bassa, non riguarda solo chi deve pagare i lavori. Se l’incentivo resta debole, chi deve ristrutturare rimanda più facilmente i lavori più cari, dal cappotto termico alla pompa di calore, perché l’anticipo di spesa pesa troppo sul bilancio familiare. Questo indebolisce la domanda che arriva a imprese di costruzione e fornitori di materiali edili, con conseguenze su prezzi e occupazione del comparto.

C’è anche un effetto sul valore degli immobili. Le case che restano in classi energetiche basse rischiano di perdere valore di mercato man mano che si avvicina la scadenza della direttiva europea, mentre mancano incentivi sufficienti a spingere i proprietari a intervenire. Il governo deve inoltre considerare che il mancato rispetto del percorso fissato da Bruxelles espone l’Italia sia a sanzioni sia a una maggiore dipendenza dalle importazioni di gas ed energia elettrica per alimentare edifici poco efficienti.

Al momento resta un’ipotesi allo studio, non ancora una norma approvata: arriverà una conferma solo con il testo della prossima Legge di Bilancio. Chi ha in programma una ristrutturazione dovrebbe intanto verificare in quale categoria di intervento rientrano i propri lavori, perché la differenza tra il 36% previsto e un eventuale 65% cambia in modo sostanziale il conto finale da mettere in preventivo.

Secondo quanto riportato da Money.it il 14 settembre 2026, l’ipotesi di un Ecobonus al 65% dal 2027 è ancora allo studio del Governo.