In Leo Pharma Italia, gruppo farmaceutico di origine danese specializzato in dermatologia medica, le donne oggi ricoprono il 58% dei ruoli di middle management; nel senior management la quota è del 50%. Il dato arriva mentre nel comparto farmaceutico la capacità di attrarre e trattenere personale qualificato pesa quanto gli investimenti in ricerca. Per un’azienda che negli ultimi cinque anni ha costruito la propria strategia di persone attorno a diversità, equità e inclusione, il numero diventa la prova più diretta di quel percorso.
Il gruppo ha introdotto dal 2021 una serie di strumenti concreti nei processi di selezione: i cosiddetti “bias blocker”, pensati per individuare e correggere i pregiudizi inconsci di chi valuta i candidati, e annunci di lavoro scritti con un linguaggio neutro rispetto al genere. A questi si sono aggiunti corsi rivolti ai manager sulla leadership inclusiva, insieme ad attività di sensibilizzazione sui pregiudizi impliciti.
La certificazione italiana Uni/Pdr 125
, lo standard nazionale sulla parità di genere sul lavoro, ha raggiunto Leo Pharma Italia nel corso del 2024. Il riconoscimento è stato poi riconfermato per i due anni successivi, il 2025 e il 2026. Lo standard richiede un monitoraggio periodico di indicatori interni: non certifica in automatico i risultati, ma il processo che un’azienda mette in campo per raggiungerli. Sul fronte del welfare, l’azienda mette a disposizione lo smart working e strumenti per rendere flessibile l’orario, spostando entrata e uscita entro una fascia concordata. A questo si aggiungono permessi più ampi per i primi anni di vita dei figli, oltre a percorsi di supporto per il ritorno al lavoro dopo la maternità. L’azienda incoraggia anche i padri a usare i congedi parentali, non solo le madri, con l’obiettivo dichiarato di redistribuire il carico della genitorialità tra i due genitori.Il programma interno “Lead Her” affianca la crescita professionale delle donne verso ruoli manageriali, mentre gli obiettivi legati alla parità sono stati inseriti tra i parametri di valutazione dei manager a livello nazionale. Il sondaggio interno Leo Voice 2025 mostra un 93% di risposte positive sui temi di inclusione e parità, con un engagement complessivo al 92%.
Questi numeri arrivano dall’azienda stessa, non da un ente di certificazione indipendente sui risultati: la certificazione Uni/Pdr riguarda il processo messo in campo, non l’esito raggiunto anno per anno. Mancano inoltre dati pubblici sul divario retributivo di genere all’interno dell’azienda, elemento che completerebbe il quadro accanto alla composizione dei ruoli. Anche il paragone con la media del settore farmaceutico italiano resta assente dal materiale diffuso dall’azienda, il che rende impossibile dire quanto Leo Pharma sia davvero un’eccezione rispetto ai concorrenti diretti.
Leo Pharma prevede di allargare le proprie politiche di inclusione anche a fornitori e ad altri soggetti esterni, oltre ad ampliare il ventaglio dei percorsi rivolti al mentoring femminile e introdurre audit periodici su indicatori di equità. Per chi valuta un cambio di lavoro nel settore farmaceutico, lo standard Uni/Pdr 125 offre comunque un parametro verificabile da chiedere in colloquio, più solido di una dichiarazione generica sui valori aziendali.
Dati e dichiarazioni riportati da Forbes Italia (Forbes.it) nel numero di luglio 2026, ripresi dalla pubblicazione online del 6 agosto 2026.