A settembre 2026 il tasso di disoccupazione in Italia è arrivato al 6,3%, contro il 5,9% di settembre 2025. Lo riporta QuiFinanza, che giovedì 29 ottobre ha commentato gli ultimi numeri dell’Istat sul mercato del lavoro. Il quadro è fermo nel confronto con agosto, ma è peggiorato rispetto a dodici mesi fa.
Gli occupati sono 24 milioni e 328mila, sette mila in meno rispetto al mese precedente: una variazione che l’Istat considera di fatto nulla. Anche il tasso di occupazione resta al 63%. Il tasso di inattività, cioè la quota di chi non lavora e non cerca un impiego, è al 32,7%. Nessuno dei tre indicatori cambia nel confronto mensile.
Il movimento vero è nella composizione. I dipendenti con contratto stabile scendono di 108mila unità in un mese, a 16 milioni e 490mila, mentre quelli a termine salgono di 101mila e arrivano a 2 milioni e 567mila. Il saldo si annulla, ma il lavoro che resta è più precario. Gli autonomi non si muovono e sono 5 milioni e 270mila.
Su base annua la fotografia è meno fosca: ci sono 198mila occupati in più, un aumento dello 0,8%. Per tipo di contratto il contributo è questo:
- dipendenti stabili, più 71mila;
- dipendenti a termine, più 89mila;
- lavoratori autonomi, più 38mila.
I contratti a termine, quindi, crescono del 3,6% in un anno, contro lo 0,4% di quelli stabili. È questo il segnale di precarietà che QuiFinanza mette in primo piano.
I disoccupati sono 1.620mila, quattromila in più rispetto ad agosto. Rispetto a un anno fa l’aumento è del 7,8%. Nel trimestre da luglio a settembre, confrontato con quello da aprile a giugno, chi cerca lavoro cresce del 7,2%, con 108mila persone in più. L’aumento tocca in particolare le donne e due fasce d’età: da 25 a 34 anni e da 35 a 49.
Allo stesso tempo gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono 293mila in meno su base annua. Più persone, in sostanza, tornano a cercare un impiego. Per QuiFinanza è un segnale di fiducia, ma le imprese non assorbono ancora questa offerta di lavoro con la stessa velocità.
I giovani tra i 15 e i 24 anni vanno in controtendenza. La loro disoccupazione è al 19,9%, in calo di 0,4 punti rispetto ad agosto e sotto il 20,5% di settembre 2025. Resta però sopra il 18,6% di settembre 2024.
Sulle donne pesa un dato in più. Tra loro i disoccupati sono saliti dell’11% in un anno, contro il 5% degli uomini. L’occupazione femminile cresce dello 0,7%, quella maschile dello 0,9%.
QuiFinanza accosta questi numeri alla crescita dell’inflazione, che pesa sui conti delle famiglie più fragili. La testata però non indica di quanto salgano i prezzi. Chi sta valutando un nuovo impiego, o un rinnovo, farebbe bene a chiedere di che contratto si tratta: è lì che il mercato sta cambiando.
Il prossimo dato mensile dell’Istat dirà se il rallentamento delle assunzioni stabili è un episodio o una tendenza.
Dati Istat sull’occupazione di settembre 2026, riportati da QuiFinanza giovedì 29 ottobre 2026.