Leonardo Maria Del Vecchio ha scritto al consiglio di amministrazione di Delfin per proporre ai soci l’acquisto delle loro quote, con un’operazione finanziata da una banca. Lunedì 2 novembre quattro di loro hanno risposto di no. Lo scontro familiare, fermo da tempo per i contenziosi sull’eredità, riguarda chi controlla la holding lussemburghese che sta sopra EssilorLuxottica.

La lettera è uscita su Quotidiano Nazionale, testata di proprietà dello stesso Del Vecchio, e Open l’ha ripresa lo stesso giorno. A rifiutare sono Rocco Basilico, Paola Del Vecchio e i due più giovani, Luca e Clemente. Hanno risposto con un unico testo firmato da tutti e quattro.

L’offerta lascia a ciascun socio due strade: vendere subito l’intera quota, oppure uscire con formule più diluite nel tempo. Il finanziamento viene da una banca internazionale che la lettera non nomina. Non servono garanzie del consiglio né lettere di patronage. Il piano conta sull’adesione di cinque soci, che formerebbero un blocco da sei consiglieri su otto.

Il veicolo che raccoglierebbe le quote avrebbe uno statuto vincolante, con maggioranze rafforzate per le decisioni importanti. Accanto a Del Vecchio entrerebbero due consiglieri con un passato da manager, finanziere e giurista, i cui pareri sulle scelte finanziarie più pesanti sarebbero vincolanti. Ha chiesto ai soci di incontrarsi per esaminare il progetto: o tutti insieme o uno per uno, con scadenza al 7 novembre.

Nella lettera ammette di aver scelto in passato lo scontro, con errori anche di tono. Afferma di aver chiesto ai suoi legali di ritirare le cause avviate contro alcuni familiari, e che i suoi consulenti sentono ogni giorno i consulenti degli altri azionisti.

Il contesto è quello dell’offerta di Michal Strnad, a capo di Czechoslovak Group. Il 20 ottobre ha mandato al consiglio la proposta di rilevare la holding per 30 miliardi di euro, a fronte di un valore netto degli attivi intorno ai 40 miliardi. Open parla di uno sconto del 30%, ma 30 miliardi contro 40 sono un taglio del 25%.

Il valore in gioco si capisce da ciò che Delfin ha dentro. Ha il 32,4% di EssilorLuxottica, il gruppo che ha al vertice Francesco Milleri, a sua volta amministratore delegato e presidente di Delfin. In portafoglio ci sono anche una quota del 2,7% in UniCredit e una del 10% in Generali, mentre Mps vale il 17,6%. A Covivio, società immobiliare francese, va il 28%. I dividendi incassati superano il miliardo di euro l’anno.

Su quest’offerta restano buchi precisi. Il testo ripreso da Open non indica il prezzo per quota né il nome della banca. Il piano si regge su cinque adesioni, ma quattro soci hanno già rifiutato per iscritto. La versione di Quotidiano Nazionale, secondo cui l’iniziativa nasce dal confronto con gli altri soci, va letta accanto a quella risposta, e il giornale appartiene a chi fa l’offerta.

La prima data da segnare è il 7 novembre, il termine entro cui Del Vecchio vuole incontrare i soci. Dirà se il no dei quattro è definitivo e se l’offerta di Strnad resta l’unica proposta messa nero su bianco.

Secondo Open, nell’articolo di Alessandro D’Amato pubblicato lunedì 2 novembre 2026, la lettera è stata resa nota da Quotidiano Nazionale.