DeepSeek, giovane società cinese attiva nell’AI, sta per portare a termine una raccolta di capitali: 15 miliardi di dollari sfiorati, cioè 100 miliardi di yuan circa. Lo ha scritto Reuters, ripresa da Forbes Italia giovedì 22 ottobre. L’accordo non è ancora firmato. Gli esiti sono attesi a giorni, quindi cifre e investitori possono ancora cambiare.
Tra i partecipanti più probabili ci sarebbero tre nomi industriali. Il primo è CATL, il gruppo cinese delle batterie al litio destinate alle auto elettriche. Seguono GigaDevice, produttore di chip, e Geely, casa automobilistica. Nessuno dei tre ha commentato, e dalla stessa DeepSeek non è arrivata alcuna presa di posizione ufficiale.
Prima dell’aumento l’azienda varrebbe 75 miliardi di dollari, stima che in yuan significa 500 miliardi. Con 15 miliardi in arrivo, i nuovi soci entrerebbero dunque con una quota di poco inferiore a un sesto del capitale complessivo. Il calcolo è nostro e vale solo se cifre e valutazione restassero quelle di oggi.
Un dettaglio dice quanto la domanda sia stata alta. Reuters scrive che DeepSeek puntava inizialmente a 50 miliardi di yuan, quindi la raccolta avrebbe raddoppiato l’obiettivo. Parte degli investitori sarebbe inoltre sostenuta dallo Stato, e questo si legge come un segnale di sostegno di Pechino alla sfida con i colossi americani dell’AI.
Il momento è delicato anche per un altro motivo. Circolano voci sempre più insistenti su un debutto sul listino di Shanghai, ma nessuna conferma è arrivata dall’azienda. Un round di queste dimensioni, se andasse a buon fine, darebbe peso a quelle indiscrezioni senza però dimostrarle.
Sul fronte tecnico, DeepSeek ha rilasciato DeepInfer, un software che rende più efficiente l’esecuzione dei suoi modelli su larga scala. Lavora sull’inferenza, la fase in cui un modello elabora una risposta ai dati che riceve. Se funziona come promesso, può ridurre le risorse consumate e quindi i costi operativi. Il mese scorso era arrivato DeepSeek-V4.1-Flash, che secondo l’azienda è più veloce e capace dei modelli precedenti. Sono dichiarazioni della società, non test indipendenti.
Sul versante politico, martedì 20 ottobre Washington ha vietato DeepSeek alle agenzie federali civili: l’ordine arriva dal dipartimento americano per la sicurezza interna, che ne blocca l’acquisto. Prodotti e servizi vanno inoltre rimossi dai sistemi informatici pubblici. Il divieto non tocca i privati. La ragione ufficiale sono i possibili rischi per dati e sicurezza dei sistemi.
Il Ministero del commercio cinese ha definito la misura discriminatoria e ha promesso interventi a tutela delle imprese del Paese. Il contrasto è netto: da una parte capitali che arrivano, dall’altra un mercato pubblico che si chiude.
Per chi segue il settore, il passaggio da guardare è l’annuncio ufficiale della chiusura nei prossimi giorni. Solo allora si saprà chi sono gli investitori e quanto valga davvero il round.
Notizia riportata da Reuters e ripresa da Forbes Italia il 22 ottobre 2026.