Le ferrovie europee dovranno sostituire il Gsm-R, il sistema digitale che oggi collega i treni a terra, con Frmcs, uno standard basato sul 5G. Secondo Il Sole 24 Ore, l’Italia si candida a fare da riferimento per gli altri Paesi. A sostenerlo è Andrea Bricchi, amministratore delegato della società di consulenza Brian and partners.
Niente a che vedere con il 5G del telefono in tasca. Qui si parla del canale che mette in contatto i convogli e la rete: trasporta la voce e i dati per la sicurezza, oltre ai servizi legati al trasporto, come il segnalamento. Cambiare questo canale vuol dire toccare l’infrastruttura lungo i binari, la tecnologia a bordo e le procedure con cui lavorano ogni giorno gestori e imprese.
Il costo del passaggio è l’altro tema. Il quotidiano parla di investimenti ingenti. Dovranno lavorare insieme industria, istituzioni, imprese di trasporto e società che gestiscono le reti. Non indica però alcuna cifra, né un calendario completo per la sostituzione. Per ora il dato certo è la direzione, non il conto finale.
Bricchi mette in guardia su un punto pratico. Le reti e i treni devono continuare a funzionare ogni giorno anche mentre cambia la tecnologia, quindi servirà una lunga fase in cui i sistemi attuali e quelli futuri convivono. Per lui serve una rotta condivisa, e servono Paesi in grado di aiutare a disegnarla.
Sull’architettura della rete la posizione italiana, nelle parole di Bricchi, è aperta a ogni opzione: una rete proprietaria dove serve, una condivisa dove conviene. È una scelta con un risvolto economico concreto, perché decide chi costruisce e chi paga l’infrastruttura radio. La formula però non spiega quali tratte rientrerebbero nell’una o nell’altra categoria.
La migrazione dovrà andare di pari passo con l’Etcs, lo standard europeo che governa la marcia dei convogli. In questo quadro Bologna ospiterà nel 2027 una prova nel circuito bolognese di San Donato. Il test userà anche satelliti Leo, quelli in orbita bassa attorno alla Terra. Lo scopo è mettere l’esperienza italiana a disposizione del percorso europeo.
Il confronto tra gli addetti ai lavori si terrà mercoledì 4 novembre a Napoli, nel museo di Pietrarsa dedicato alle ferrovie. Brian and partners lo organizza insieme al Cifi Napoli, il Collegio ingegneri ferroviari italiani. È la seconda edizione dopo quella dello scorso anno. Attesi Trenitalia, Rfi e la capogruppo Fs, insieme a sette fornitori: Alstom, Ericsson, Frequentis, Funkwerk, Hitachi, Leonardo e Nokia.
Va detto che la tesi del primato italiano viene da chi organizza l’evento e vende consulenza al settore. L’articolo non riporta valutazioni di istituzioni europee né dati che confrontino lo stato dei lavori nei diversi Paesi. L’ambizione è dichiarata, la posizione di vantaggio resta da dimostrare con i fatti.
Chi segue il settore dei trasporti o dei fornitori tecnologici ha due date da segnare: il 4 novembre a Napoli, dove le società coinvolte porteranno le loro posizioni sulla migrazione, e il 2027, anno del test di Bologna.
Secondo Il Sole 24 Ore, articolo di Marco Morino pubblicato martedì 27 ottobre 2026.