Nvidia sottoscrive azioni di Meta per 3 miliardi di dollari, dentro un piano di finanziamento complessivo da 95 miliardi che Mark Zuckerberg ha presentato lunedì 26 ottobre. Lo riporta Forbes Italia. L’investimento va di pari passo con un’intesa tecnica più ampia su Muse, l’assistente di intelligenza artificiale di Meta, oltre che sulla famiglia di modelli collegata.
Il piano ha due gambe. La prima vale circa 35 miliardi e consiste in titoli ordinari e privilegiati offerti agli investitori. La seconda è un programma di vendita direttamente sul mercato, che può arrivare a 60 miliardi. Servono a pagare l’infrastruttura per l’IA, cioè data center, chip e reti.
Sul fronte tecnico, le due aziende vogliono far girare meglio sia l’addestramento sia l’inferenza (la fase in cui un modello risponde alle richieste degli utenti), per tenere il passo con la domanda di agenti IA. Meta userà più hardware Nvidia: i processori Vera e Vera Rubin, destinati agli agenti della prossima generazione, più BlueField-4 e la rete Spectrum-X basata su Ethernet. Allo studio ci sono anche OpenShell, un’architettura di riferimento per distribuire gli agenti in sicurezza, e Sentry, che ne controlla il comportamento.
Jensen Huang, fondatore e amministratore delegato di Nvidia, parla di un nuovo paradigma informatico: software che capisce gli obiettivi di chi lo usa e lavora al suo posto. Zuckerberg definisce Muse lo strumento per rendere accessibile a tutti la superintelligenza personale. Sono dichiarazioni dei due vertici, non misure indipendenti dei risultati.
Il nodo sta nella circolarità dei flussi. Nvidia vende chip a Meta e, con questa mossa, contribuisce a finanziare uno dei suoi clienti più grandi. Tre fornitori di chip (Nvidia, Amd e Broadcom) si sono dette interessate ai titoli di Classe A, per un massimo di 5 miliardi complessivi, ma nessun impegno è vincolante. Il rischio è che parte del denaro torni al fornitore sotto forma di ordini, e che la domanda di chip dipenda in parte da capitali messi dai fornitori stessi.
Perché Meta cerchi capitale fresco lo dicono i conti. Per il 2026 il gruppo stima spese in conto capitale da 135 a 145 miliardi di dollari. Nel terzo trimestre la cassa è diminuita di 2,12 miliardi: un segno meno che mancava da oltre un decennio. Alla fine di settembre in cassa c’erano 82,45 miliardi, contro un indebitamento di lungo periodo di 80,92 miliardi. Il debutto dell’agente Muse insieme ai nuovi modelli Wonder ha giustificato la spesa solo in parte.
Per chi ha azioni Meta in portafoglio, il punto è la diluizione: nuove azioni in circolazione dividono gli utili futuri tra più titoli. Il prossimo passaggio da seguire sono i termini dell’offerta da 35 miliardi e le sottoscrizioni effettive di Amd e Broadcom, che per ora restano un’intenzione.
Forbes Italia, articolo del 27 ottobre 2026 sull’investimento di Nvidia in Meta.