Lo stabilimento di Macchiareddu, nell’area industriale di Cagliari, passa da Bekaert a Nuova Icom. L’azienda sarda, attiva nella metalmeccanica e nelle costruzioni per il settore energetico, porta un investimento da 40 milioni di euro e conferma tutti i 150 addetti già al lavoro nell’impianto. Altri 50 lavoratori si aggiungeranno nei prossimi mesi, per un totale sopra le 200 persone. L’acquisizione riguarda un sito che fino a pochi mesi fa sembrava destinato alla chiusura definitiva.
La notizia, riportata da Il Sole 24 Ore, arriva da una conferenza stampa a cui hanno preso parte la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde, l’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani e Alessandro Calledda, che guida Nuova Icom come amministratore unico. Bekaert aveva già chiuso un impianto in Toscana nel 2019, quando Todde lavorava al ministero dello Sviluppo Economico. Il sito sardo, dedicato ai componenti in acciaio per pneumatici, era considerato allora un punto di forza del gruppo belga, che ora lascia sia l’Isola sia il paese. Per la Regione, trovare un compratore industriale e non un semplice liquidatore era la condizione per evitare un secondo caso simile a quello toscano.
Il governo regionale ha già destinato tre milioni di euro alla formazione degli ex dipendenti Bekaert. Cani punta ad attrarre altri gruppi industriali in Sardegna per costruire nuove filiere produttive, e promette a breve nuovi annunci su una vertenza storica vicina alla soluzione. L’assessore ha citato anche il ruolo dei clienti già presenti nel Porto Canale, primo fra tutti Saipem, come base per far crescere il polo cagliaritano oltre il singolo stabilimento.
Nuova Icom conta oltre mille dipendenti e lavora già nelle officine cagliaritane di Porto Canale. L’azienda realizza strutture destinate ai fondali marini per l’estrazione del gas, uno dei soli 15 operatori al mondo in questo segmento, con committenti come Eni, Total, Equinor e il gruppo Saipem. È un mercato di nicchia, dove pochi impianti nel mondo hanno la certificazione necessaria per costruire componenti sottomarini per l’industria energetica offshore.
Calledda ha spiegato che gli attuali addetti torneranno al lavoro nelle produzioni già attive del porto, mentre lo stabilimento di Macchiareddu verrà riqualificato per le nuove linee. L’amministratore ha aggiunto che l’obiettivo è superare anche il tetto dei 50 nuovi ingressi previsti, se il personale con le competenze giuste si troverà in tempi rapidi. Per questo l’azienda ha bisogno di tecnici metalmeccanici, carpentieri e saldatori qualificati, e sta mettendo in piedi un proprio corso di formazione interno per formarli sull’Isola, invece di aspettare che arrivino già pronti dal mercato.
Per gli operai dello stabilimento, il primo appuntamento è il 15 ottobre, termine entro cui deve chiudersi il passaggio di proprietà. Da quella data si capirà quanti dei 50 posti promessi diventano assunzioni effettive, e quanto in fretta riparte la produzione nelle officine cagliaritane.
Dati e dichiarazioni raccolti da Il Sole 24 Ore nella conferenza stampa del 7 settembre 2026 sull’operazione Bekaert-Nuova Icom.